lunedì 25 maggio 2020

"Il carnevale degli animali" I.O. "G. Marcelli", Scuola Primaria "G. Galilei", classe 5


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Il carnevale (preoccupato) degli animali

"La musica, la creatività, l’affetto incondizionato per il pianeta in cui viviamo e in cui vorremmo ancora vivere per lungo tempo. È nel segno di questo trittico che a Foiano della Chiana, presso la classe quinta della Scuola Primaria “G. Galilei” dell’Istituto Omnicomprensivo “G. Marcelli”, giunge a compimento nonostante le tante vicissitudini di questo anno scolastico inimmaginabile, il terzo e ultimo anno del progetto “Music’Aria” ideato e curato da Gianni Micheli, musicista e scrittore, insieme ad Officine della Cultura.

Il percorso di questo ultimo racconto dedicato all’arte di comporre e suonare musica con strumenti musicali di riciclo, realizzati dagli stessi studenti, abbinando allo studio della notazione musicale, delle percussioni e del flauto dolce l’analisi dei nostri comportamenti legati all’uso, al riuso e allo spreco di materiali eco-compatibili e incompatibili, naturali e non biodegradabili, ha preso come spunto la famosissima composizione “Il carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns riscritta, per l’occasione, dallo stesso Micheli..." [leggi l'articolo integrale]

Lo sai che testa e coda || Storie dal quotidiano (7) di Gianni Micheli


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domenica 24 maggio 2020

Storie dal quotidiano su Teletruria

Ricordo che le Storie dal quotidiano 🗞️ vanno in onda anche su Teletruria ogni mercoledì alle ore 9:45 e alle ore 16:30 circa. Ricordo anche che se vi va di partecipare al progetto non vi resta che mandarmi la vostra idea o filastrocca, il vostro foglio di giornale adeguatamente lavorato, destrutturato e ricostruito in uno o più scatti che diano mostra del percorso. Condividerlo sarà un’immensa gioia! 😍

venerdì 22 maggio 2020

Testone il piccione in libreria

Prime notizie sull'uscita in libreria di "Testone il Piccione", Vertigo Edizioni.

Da La Nazione di pochi minuti fa:
"Gianni Micheli, performer aretino dalle tante sfumature artistiche, è da pochi giorni in libreria con l’ultimo suo romanzo per ragazzi, “Testone il piccione”, Vertigo Edizioni. Un romanzo sì per i giovani lettori ma che strizza l’occhio anche agli adulti che, come Micheli, non riescono a non leggere gli accadimenti del quotidiano con curiosità e ironia.
Protagonisti del romanzo la piazza principale di un borgo come ce ne sono tanti nel nostro territorio, un gruppo affiatato di piccioni, un piccione straniero dai vissuti sconosciuti, un Sindaco con una bella automobile, un atto legislativo che cambia tutto e tutto stravolge e travolge, letteralmente. Una vita da piccioni, uno sguardo inusuale su uno tra i coinquilini delle nostre strade e delle nostre piazze, che dà vita anche ad un punto di vista originale sulla funzione delle tradizioni, sulle regole da rispettare o eludere, sulla famiglia, sul valore della diversità, sull’amore e su uno tra i beni più preziosi della libertà e della convivenza tra esseri viventi: la responsabilità".

Fatemi sapere!

lunedì 18 maggio 2020

La routine del quotidiano || Storie dal quotidiano (6) di Gianni Micheli

Una nuova Storia dal quotidiano, oggi per dare uno smacco alla routine. Le Storie dal quotidiano sono anche recuperabili attraverso le mie Pagine Allegre nel portale ArezzoOra.it. Buona giornata!


La Luna, il Sole e l'Acqua

Un racconto tradizionale dal Marocco, una lunga amicizia, una grande curiosità, una favola che vi racconterò virtualmente in collaborazione con Officine della Cultura tra le stanze della Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo nell'ambito del progetto DidatticArte! In sottofondo la musica dell'Orchestra Multietnica di Arezzo. Buon ascolto!

giovedì 14 maggio 2020

mercoledì 13 maggio 2020

Il Male e il Bene

Avete tempo per ascoltare una breve e splendida favola giapponese dedicata a "Il Male e il Bene"? La favola, da me riscritta, era parte dello spettacolo Favolondo ideato, costruito e portato a spasso alcuni anni fa con Officine della Cultura e l'Orchestra Multietnica di Arezzo. L'ascolto di oggi è in una versione speciale dedicata alla Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo. Se vi è piaciuta tra due giorni, venerdì prossimo, ne uscirà un'altra. Restate in contatto!

La Storia dal quotidiano di oggi

Sta per uscire, e in alcuni casi è già uscita, “La barca rosa pesca” la Storia dal quotidiano di oggi firmata dal sottoscritto. Siete pronti a dare la vostra risposta a un quesito importante? 🤔 Chi salvereste con voi nella vostra piccola barca rosa pesca se l’isola dove abitate fosse stata colpita dalla tempesta?

giovedì 7 maggio 2020

Il bambino leccafoglie

Su ArtInMovimento Magazine è uscita una nuova storia per le mie Parole di Stagione: Il bambino mangiafoglia. La trovate da leggere e da vedere/ascoltare in un video registrato in questi giorni assai difficili. In mia compagnia Simone Zacchini, un amico prima di tutto oltre al resto. Realizzato in collaborazione con Officine della Cultura. Buona lettura e buona visione!

Il Bene e il Male

Domani collegatevi alla pagina Facebbok della Casa Museo di Ivan Bruschi, ad Arezzo. Potrete così immergervi in una piccola storia, illuminante. È una favola tradizionale giapponese - finita anche almeno in una pubblicità - che ho riscritto alcuni anni fa per adagiarla all'interno di uno spettacolo dal titolo Favolondo. Come per lo spettacolo la narrazione è stata realizzata in collaborazione con Officine della Cultura e Orchestra Multietnica di Arezzo. Oltre, naturalmente, alla Casa Museo di Ivan Bruschi.

mercoledì 6 maggio 2020

venerdì 1 maggio 2020

Festa dei Lavoratori 2020 in filastrocca

Festa dei Lavoratori. Oggi. Ed io festeggio in filastrocca. Con una Storia dal quotidiano. Buona Festa del Lavoro a tutti! Oltre al video se volete c'è anche questo articolo da leggere sulle mie Pagine Allegre all'interno del portale ArezzoOra.it.


martedì 28 aprile 2020

Hai sentito del lavoro?

La “Storia dal quotidiano” di domani parlerà di lavoro, tanto importante quanto necessario in questi giorni difficili per tutti. Così come è importante parlarne anche ai più piccoli, che soffrono per altre ragioni e in altro modo i giorni della chiusura. Così come è importante parlarne in famiglia, in forma di gioco, cercando soluzioni creative là dove le parole non si trovano.
È così che nascono le “Storie dal quotidiano” di Gianni Micheli ed è con una dedica alla Festa del Lavoro che nasce la storia che sarà online sui social Officine della Cultura da domani all’interno del cartellone di Officine Foyer dal titolo: “Hai sentito del lavoro?”.

domenica 26 aprile 2020

L'iris

Poco più di due anni fa, di questi tempi ma con altri tempi, scoprivo l’esistenza dell’iris fritta, uno tra i dolci tipici di Palermo e della Sicilia intera. Mi è capitato tra gli occhi lo scatto con il quale immortalai quasi inconsapevolmente quello storico incontro, poco prima che la brioche impanata e fritta del colore del sole col suo cuore di crema di ricotta e scaglie di cioccolato s’imprimesse indelebilmente nella mia memoria, in più di una memoria. Non avevo ancora idea di cosa sarebbe accaduto e di quanto ne avrei sentito la mancanza. Se esiste un paradiso dei pasticceri certo Antonio Lo Verso, inventore dell’iris, è lì che ride.

sabato 25 aprile 2020

Collage "7 (erano i fratelli Cervi)"

Collage dedicato a “7 (erano i fratelli Cervi)”, alla forza del Teatro, del Racconto e della Memoria, alla Resistenza, alla Liberazione, alla Democrazia, alla nostra Costituzione. A quel 25 aprile che è in ciascuno di noi, quale aspirazione all’espressione libera e originale del proprio essere.
Lo spettacolo, in streaming, sarà visibile fino a domani sui canali social di Officine della Cultura e domani in prima serata su Teletruria - la nostra necessità di Memoria e Libertà sarà in streaming per l’intera storia dell’umanità.

giovedì 23 aprile 2020

Una foto che mi riempie di orgoglio

Uno foto che mi riempie di orgoglio e di gioia. Da sinistra a destra: Andrea Merendelli, io, Adelmo Cervi, Massimiliano Dragoni, Luca Baldini. Uno scatto dopo la prima nazionale di "7 (erano i fratelli Cervi)", anno 2014, da oggi fino a domenica in streaming sui canali di Officine della Cultura. Che bellezza e che emozione aver raccontato la storia di Alcide e Aldo Cervi, e ancora di Gelindo, Antenore, Ferdinando, Agostino, Ovidio e ancora di Genoeffa e delle spose e dei figli e dell'Emilia e di un'Italia che cambiava, che cercava l'ingegno, il progresso, l'uguaglianza, che lottava contro la mezzadria (da cui in parte anch'io provengo), il padrone, l'ingiustizia, il sopruso, il fascismo e che faceva propri i principi della Resistenza e della Liberazione. Guardatelo!

7 (erano i fratelli Cervi) in streaming

Da questa mattina, e lo sarà fino a domenica alle 23:59, siete tutti invitati ad assistere allo spettacolo "7 (erano i fratelli Cervi)" in streaming sui canali di Officine della Cultura e comunque in questo post (sempre fino a domenica).
7 è la prova d'attore a cui sono più legato, al di là di tutto quello che ha portato con sé lavorare sulle figure di Alcide e Aldo Cervi - in particolar modo - e su un testo e insieme un periodo storico, il fascismo e la Resistenza, di cui sento la necessità di un racconto, oggi forse con ancora più forza di sei anni fa.
Sono lieto che sia visibile proprio in questi giorni perché la storia dei fratelli Cervi non è solo una storia di Resistenza ma anche d'ingegno, di collaborazione, di sviluppo delle migliori qualità umane.
"Celebrare il 25 aprile significa aprirsi alla cultura della liberazione, all'idea di traguardi più avanzati di dignità e libertà umana... significa aprirsi alla prospettiva di una lotta per la liberazione che continua oggi e deve continuare domani", sono parole di Pietro Scoppola ma credo si adattino in maniera egregia a questo e al nostro contesto.

La scatola gentile per le Storie dal quotidiano

Ieri è uscita la seconda puntata delle mie Storie dal quotidiano. Titolo: La scatola gentile. Il video lo posto qui sotto. Prendete il vostro quotidiano, leggetelo e poi divertitevi insieme a me con una nuova storia!

martedì 21 aprile 2020

Ti ricordo mattina

Ti ricordo
Mattina:
Sole, acqua,
Pietre,
Pensieri come rondini
E tu senza fatica
Vestita d’aria.

(Terni)

Ciuccio d'emergenza

Ciuccio d’emergenza per improvvise crisi d'ansia da isolamento e distanziamento sociale, anche per adulti. Facile da montare. Pratico e comodo. Lavabile.


lunedì 20 aprile 2020

Wall #saione - Attraverso l'obbiettivo di Maria Mulas - percorso video di Gianni Micheli

L'11 dicembre 2017 feci una passeggiata per il mio quartiere, Saione (Arezzo), con l'obiettivo di lasciar correre i piedi inseguendo non tanto i miei pensieri o le nuvole alte nel cielo, ma gli scatti del percorso fotografico "Wall #saione" in quei giorni appeso in aria, sui palazzi dei miei soliti percorsi ma inusualmente in posizioni atipiche rispetto ai miei soliti sguardi, a respirare il canto dell'inverno. Un percorso collaterale alla mostra "Attraverso l'obbiettivo di Maria Mulas" a cura di Romano Boriosi che decisi di compiere in cerca di punti di vista alternativi al quotidiano e che oggi, oggi che il quotidiano è a tal punto stravolto da non essere più tale, mi suona malinconico come il sussurro di un sogno interrotto sul più bello. Posto questo video oggi in un'ipotetica nuova passeggiata, oggi che ne avrei bisogno, oggi che l'aria di quel sogno interrotto mi manca più del mio stesso respiro.

domenica 19 aprile 2020

Frammenti da Santa Giovanna dei Macelli - Gianni Micheli è Paul Snyder

Paul Snyder

Mi aggrappo alla memoria. Può essere un buon ricostituente. Tiene traccia dei sentieri. Accumula indicazioni. Trasforma il passato in una bussola.
Sono riuscito a recuperare tracce della mia prima appariscente apparizione teatrale (vedi collage con scatti tratti dal video). E insieme di quel punto di svolta che tanto ha trasformato il me di allora, sradicando l'introversione, rivalutando l'emozione, il sentimento, la passione, l'incontro, il confronto, l'amore, svelandomi gli studi e le scelte.
25 anni fa, anno 1995, ho avuto l'onore d'avere per maestro di scena Gianfranco Pedullà, cui devo tanto - e maestro di spazio Mario Gallo - e di poter far parte del numeroso cast dell'esperimento teatrale di "Santa Giovanna dei Macelli", liberamente ispirato all'opera omonima di Bertolt Brecht (è da allora che m'è entrato nelle ossa).  Un progetto ambizioso, compiuto dal Teatro Popolare d'Arte, dal Comune di Arezzo e dal Festival Il Teatro e il Sacro, che accese in quei giorni le luci del teatro su tante giovani energie del territorio, me compreso, su tanti amici che ho ancora nel cuore e su Facebook.
In quell'opera mi fu dato l'onore di dare corpo e voce e suono, anche per mezzo del mio clarinetto, a Paul Snyder, il Maggiore dei Cappelli Neri.
Ho recuperato, nelle ansie di questi giorni, quell'opera trattenuta a stento da un vecchio VHS. L'ho estratta sentendone il respiro affaticato. In molti tratti è illeggibile ma sono riuscito a dare forma al sunto della mia presenza, a ripercorrere i sentieri vocali a cui ci spinse Francesca Della Monica, il gesto della regia corale di Gianfranco Pedullà. Il piacere di scorgere la giovinezza nei volti di amici che erano ancora scoperta di storie e di racconti. Il valore sociale e umano di quel teatro, dal progetto alla rappresentazione, che prima la crisi, poi i tagli e infine il Covid-19, hanno limitato fino all'attuale soppressione.
Di quella sera ho tanti ricordi preziosi ma uno, su tutti, spicca. Il ricordo di mia nonna Elena, sorridente fin nel cuore della tragedia di Santa Giovanna, unica tra il pubblico a ridere di piacere anche nella morte della protagonista, che a fine spettacolo così mi ringraziò: "Finalmente mi sono divertita". Poveretta, abituata a seguirmi in ogni concerto musicale, fin dai saggi scolastici, chissà quante volte deve aver lottato con la propria noia, senza mai dirmelo. Quella sera fu diverso: era teatro!

Il difficile per una palla || Storie dal quotidiano 1 di Gianni Micheli

venerdì 17 aprile 2020

Nei panni del Grezzo di Arezzo

Nei panni del Grezzo di Arezzo anno 2011 quando mi sono lasciato conquistare dal cabaret!
➡️ Il video della performance lo trovate nel post precedente... così scoprite cosa m’è uscito dalla bocca! Fotografia di Alessandro Farsetti, un tocco di classe!


Gianni Micheli in Il Grezzo d'Arezzo || SOS Arezzo Cabaret

Ho una macchina del tempo, venite a fare un viaggio con me? Calendario posizionato su: mercoledì 17 agosto 2011. Luogo: Torre del Comune di Arezzo. Occasione: Mini Trekkin Comico della V edizione di SOS Arezzo Cabaret. Assisterete al racconto di Grezzo d'Arezzo, andato in scena in quell'unica occasione... documento dunque di un certo valore storico.
Nel 2011, quando vidi la registrazione, pensai che era troppo mossa per essere guardabile. Ma il tempo e la clausura (e la disperazione) fanno meraviglie sulla percezione delle cose... e allora la condivido con un sorriso!
Nel 2011 c'era la crisi... mi viene quasi da ridere!
Un saluto a Samuele Boncompagni e Riccardo Valeriani che, all'epoca, mi vollero tra i protagonisti della strana serata itinerante che comprendeva anche le esibizioni di Silvia Saturnia e Alvalenti, Alessandro Calonaci e William Catania, Alan&Lenny.

giovedì 16 aprile 2020

Da oggi le filastrocche sono Storie dal quotidiano

Vi va di giocare insieme a me? Quello che serve? Un quotidiano! Di oggi, di ieri, dell'anno passato. Oppure qualche foglio di carta di quelli che avreste dovuto buttare via ma che state tenendo in serbo per una necessità. La necessità è arrivata: giocare insieme a me e insieme ai vostri figli e insieme ai vostri studenti, anche se a distanza di due schermi.
Il gioco che vi propongo s'intitola: Storie dal quotidiano. La storia di oggi s'intitola: Il difficile per una palla.
Se cercate qualche spiegazione in più la trovate qui: Gianni Micheli e le Storie dal quotidiano per bimbi di ogni età.

lunedì 13 aprile 2020

Menu di Pasqua fatto in casa

Per Pasqua pici e ragù, è andata così, rullare di mani e di cucchiai per non far rullare altro... ha funzionato fino ad ora... ora sta rullando altro... magari penso alla foto e il rullare passa. I pici sono avanzati, vi inviterei, peccato 😷

giovedì 9 aprile 2020

Maestro Clarinetto

Da oggi, in streaming, si può vedere e cantare per intero "L'orchestra fatata di Maestro Clarinetto". Approfittatene! Sono fino a domenica 12 aprile, domenica di Pasqua (che poi, tanto che state a casa, uno spettacolo per bimbi da vedere in famiglia ci sta proprio bene!).

mercoledì 8 aprile 2020

Nero profumo come il caffè

Questa giornata la inizierò così, con un invito a raggiungermi nella mia cucina, per prenderci un caffè, per stare insieme mentre racconterò una piccola parte del mio testo "Nero profumo. Una storia, mia madre, il caffè", nel 2011 prodotto per il teatro da Officine della Cultura.
Il video è nato in collaborazione con #ilteatrononsiferma anche se un po', bisogna ammetterlo (ed ho le lacrime agli occhi), s'è fermato ma soprattutto, il teatro, in quanto tale e per la sua natura, proprio non si può dire quando tornerà a muoversi...

martedì 7 aprile 2020

Posizioni da Maestro Clarinetto

Posizioni da Maestro Clarinetto e apposito strumentario per il prossimo arrivo sullo Spazio Teatro Social di Officine della Cultura della sua Orchestra fatata, spettacolo dedicato ai più piccoli tra gli spettatori in cui un pezzo di legno non diventerà né un burattino né un bambino ma un vero e proprio clarinetto! Anche se comunque e tuttavia e ancora per chi sa quanto #iorestoacasa.

Maestro Clarinetto

Sarà una settimana di notizie. Non saranno le notizie che tutti aspettiamo, sfortunatamente, ma qualcosa ci sarà da fare e, soprattutto, da guardare, almeno per quanto mi riguarda. Ad iniziare da uno tra i miei lavori per il teatro più longevi ed uno tra i pochi dedicati ai piccolissimi tra gli spettatori, quelli della scuola dell'infanzia: L'orchestra fatata di Maestro Clarinetto.
Lo spettacolo sarà visibile, nella sua interezza grazie alla video registrazione realizzata l'11 maggio 2016 in occasione della replica per le scuole al Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino (AR) - ho eseguito personalmente il montaggio -, da giovedì 9 a domenica 12 aprile all'interno dello Spazio Teatro Social di Officine della Cultura (pagina Facebook e canale YouTube) e domenica 12 aprile, la domenica di Pasqua, in prima serata su Teletruria.

lunedì 6 aprile 2020

Culture contro la paura a Teletruria

Ehi! Ma quello vicino al mio amico col clarone - quello con la papala colorata di cotone... che poi sarei io - è Cisco! 😲. Per la serie #scattoateatrodacasa durante la programmazione su Teletruria del concerto dell'Orchestra Multietnica di Arezzo culture contro la paura.

venerdì 3 aprile 2020

Bella ciao!

Domenica 5 aprile, ore 11, appuntamento con la versione #iorestoacasa di Bella ciao dell'Orchestra Multietnica di Arezzo e Officine della Cultura. L'articolo su Arezzo24.net.

Il Trionfo della Morte

Non vorrei esagerare ma credo che Il Trionfo della Morte in questo contesto ci stia proprio bene.
Trovate lo splendido affresco riprodotto nello scatto qui sotto (realizzato nel 2019) a Palermo, all'interno del Palazzo Abatellis - Galleria Regionale della Sicilia, datato 1446 circa.

giovedì 2 aprile 2020

Culture contro la paura

Da questa mattina, sul canale YouTube di Officine della Cultura, è possibile prendersi due ore di tempo per perdersi beatamente nel concerto dell'Orchestra Multietnica di Arezzo di presentazione del cd culture contro la paura. Era il 19 ottobre 2019, eravamo al Teatro Cantiere Florida di Firenze. Accanto all'OMA, sul palcoscenico: Erriquez, Cisco, Dente, Paolo Benvegnù, Alessandro Fiori, Amanda Sandrelli...

mercoledì 1 aprile 2020

L'unica posa possibile

L’unica posa possibile in questi giorni... The only pose possible these days... (Scatto dalla Chiesa di S. Rocco, Lugano).


martedì 31 marzo 2020

Vieni a vivere come noi!

L'emozione di guardare un video che racconta la fondazione di un progetto straordinario, tra gli anni 2007 e 2009, e l'ultimo tassello di questo progetto, l'incontro con un musicista di grande ironia e sensibilità: Dente. In breve Orchestra Multietnica di Arezzo e Dente in "Vieni a vivere", dal cd culture contro la paura, con le immagini di repertorio della fondazione dell'OMA.


Scattoateatrodacasa 2

Il teatro dentro la televisione dietro l’igiene medico sanitaria... le serate che non avrei creduto possibili al tempo del #covid_19 #scattoateatrodacasa #officinedellacultura #teletruria.


Una Bella Ciao speciale a molte voci contro la paura - da Repubblica.it

È stato un lavoro enorme. È stato un lavoro dall'architettura complessa, articolata, da primato. Eravamo a casa ma eravamo insieme, condividendo un luogo irreale ma allo stesso tempo fisico, uno spazio della mente, delle idee, dei propositi, delle emozioni, delle intenzioni. Un luogo molto più reale di quello che possa sembrare abbandonando la visione del non essere gli uni accanto agli altri. E alla fine eravamo gli uni accanto agli altri. In quell'irrealtà, se vogliamo, lo siamo ancora, nello stesso modo, nello stesso tempo, pur non suonando, solo accontentandoci dell'ascolto, della visione. Perché la mente riesce a fare anche questo di straordinario.
Il nostro "Bella ciao" è su Repubblica.it e siete tutti invitati alla visione.

"Una Bella Ciao speciale a molte voci contro la paura
Il loro incipit, è simile, come anche la melodia, e così “Dos Zekele mit Koilen” - canzone satirica in Yiddish, che parla del difficile acquisto di un sacco di carbone, scritta nel 1919 in America da Abe Schwartz – viene spesso citata come l'antenata di ''Bella ciao'', la popolarissima canzone inno della Resistenza italiana. Una discendenza dubbia se non proprio improbabile, ma nel nuovo progetto discografico dell'Orchestra Multietnica di Arezzo intitolato Culture contro la paura (prodotto da Officine della Cultura e distribuito da Materiali Sonori), le due canzoni coabitano in uno straordinario collage musicale ''suonato da casa''. I tanti musicisti dell'Oma che provengono da ogni angolo del mondo e oggi costretti, come tutti, nelle loro abitazioni, hanno deciso di non rinunciare a lavorare insieme. Bella ciao viene resa nel cd con un originale arrangiamento di Enrico Fink, e cantata in tutte le lingue dei musicisti. Video dell'Orchestra Multietnica di Arezzo".


domenica 29 marzo 2020

Scattoateatrodacasa

Domenica di #scattoateatrodacasa con Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi oggi Officine della Cultura e questa sera in prima serata su Teletruria - #iorestoacasa e #andràtuttobene.


Volete sapere come funziona #scattoateatrodacasa?

sabato 28 marzo 2020

Vox Mundi, Orchestra Multietnica di Arezzo e Gruppo Polifonico "F. Coradini" su ArezzoTV

Questa sera, alle ore 21 ca., l'invito per chi può è quello di accendere la televisione e digitare il canale 214 del digitale terrestre. Se vi appare ArezzoTV siete sul canale giusto per guardarvi il concerto che nel 2015 portò sullo stesso palcoscenico l'Orchestra Multietnica di Arezzo e il Gruppo Polifonico "F. Coradini", due realtà musicali aretini di storia e grande amore per la musica oltreché per la propria città. Imperdibile!

Manicomio di Arezzo 8, 9, 10 e 11

Nuove letture da "Utopia e realtà: una memoria collettiva" a cura di Gianni Micheli, Edifir, Firenze 2009, nuovi incontri in voce con le testimonianze degli ex pazienti del manicomio di Arezzo. Le trovate sul mio canale YouTube!









venerdì 27 marzo 2020

Oggi sono l’albero stanco

Oggi sono l’albero stanco
Il sentiero sbagliato
Il tronco incurvato.
Today I am the tired tree 
The wrong path 
The arched trunk.

giovedì 26 marzo 2020

Rosa Lullaby

🎭 Stagione #iorestoacasa Ci siamo: è ONLINE lo spettacolo 🎭Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi 🎭!
🗯️A quarantacinque anni Aldo diventa padre. Aldo è un uomo “normale” con una vita “normale” ma con un passato e una storia che normali non sono: Aldo è figlio del manicomio, nato da due pazienti dell’ospedale psichiatrico di Arezzo. Dei suoi genitori Aldo non sa nulla, non ha mai voluto sapere nulla. Affidato poco dopo la nascita a genitori “altri”, al di fuori dalla struttura manicomiale, per tutta la vita non ha fatto che affermare la sua “normalità”. Nel frattempo ha avuto luogo quella straordinaria stagione di riforme che coinvolge molti istituti psichiatrici, quello aretino in prima fila, definitivamente chiuso con la riforma della legge 180 del 1978. Da quella legge sono ormai passati trenta anni, il tempo di una generazione, ma è solo con il raggiungimento della tanto desiderata paternità che Aldo si sente spinto a riannodare, sulle note di una ninna nanna che emerge dalla sua memoria, il proprio vissuto a quello di coloro che in un momento d’amore gli hanno dato la vita.🗯️ 
Lo potete trovare fino a domenica 29 marzo sullo ✅ Spazio Teatro Social di Officine della CulturaTeletruria: in prima serata domenca 29 marzo!


mercoledì 25 marzo 2020

L’attore clarifisarmonicista

L’attore clarifisarmonicista... momenti di teatro e musica indimenticabili con amici preziosi e invincibili! Ulteriori spiegazioni nell'articolo precedente sul blog...

Le origini di "Rosa Lullaby"

Da domani a domenica 29 marzo ci sarà l'atteso appuntamento, almeno dal sottoscritto, con "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi". Finalmente - a distanza di 10 anni... una ricorrenza che non abbiamo cercato ma che è venuta da sé - sarà possibile rivedere lo spettacolo nella sua interezza e con tutte le sue emozioni all'interno dei canali social di Officine della Cultura - domenica 29, in prima serata, in televisione su Teletruria.
Sfogliando i fogli del 2010 ho ritrovato e pubblico qui quanto scrissi a corredo dello spettacolo, per spiegarne le origini, le attese e tutto ciò che portava con sé, di vissuti e di storia aretina. Era il 26 aprile 2010 e non avrei mai immagino di vivere, a mio volta, giorni di contenzione forzata come quelli che sto vivendo in questo momento. La foto qui sotto è di Gabriele Spadini e mi racconta all'interno dello spettacolo.

Le origini di “Rosa Lullaby” 
di Gianni Micheli

“Rosa Lullaby” parte da lontano. Parte dalla volontà del Centro Promozione per la Salute “Franco Basaglia”, dei suoi volontari e del suo direttore Bruno Benigni, di dar vita ad un Archivio della Memoria Orale dell’ex Ospedale Neuropsichiatrico di Arezzo. È l’11 ottobre 2005 quando quel progetto viene messo sulla carta dal sottoscritto. Alla base del progetto la raccolta di un numero significativo di videointerviste a degenti ed operatori ancora in vita di quello che fu il manicomio di Arezzo, la pubblicazione di un libro e la realizzazione di un documentario audiovisivo. Inoltre, ma questo in una seconda fase e con la presenza di soggetti donatori, l’individuazione di un progetto originale ai fini della divulgazione del materiale.
Il progetto inizia nel giugno 2006 con il sostegno della Provincia di Arezzo e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Un gruppo di ricerca individua, anche in base al budget a disposizione, 70 tra ex degenti ed operatori (medici, infermieri, assistenti sociali, amministratori, cittadini) da sottoporre ad intervista in tutte e 4 le vallate aretine. A compiere le interviste sono incaricati il sottoscritto e Stefano Dei, infermiere psichiatrico con la passione del documentarista, accompagnati nel momento della visita agli ex degenti da chi li ha tuttora in cura o li conosce per averli frequentati negli anni della loro permanenza presso l’ospedale psichiatrico, creando così quella relazione affettiva e quel senso di fiducia indispensabili per non dar vita a traumi nel momento del racconto.
Il progetto, in questa prima fase, si conclude il 26 marzo 2009 con la presentazione alla città, in un apposito convegno, della pubblicazione “Utopia e realtà: una memoria collettiva” e del video “Voci”.
Conclusa la prima fase, nonostante il plauso di operatori e amministratori, il progetto non trova le forze economiche indispensabili per proseguire nella sua opera di ricerca e di divulgazione. È qui che entrano in gioco due associazioni culturali del territorio: le Officine della Cultura e la Libera Accademia del Teatro. Le due Associazioni, dopo aver letto il libro, si impegnano in merito alla possibilità di sostenere i costi dell’allestimento di uno spettacolo teatrale e musicale partendo da quelle testimonianze, sia in virtù della forte appartenenza del tema al vissuto collettivo cittadino, sia per il loro intrinseco valore civile e storico. Dopo un primo esame dei materiali le associazioni incaricano il sottoscritto di elaborare un apposito copione drammaturgico, che rappresenti il valore dei documenti pubblicati ma che non sia strettamente “documentaristico”. Nello stesso tempo, coinvolto dall’idea, entra a far parte del progetto il cantautore Paolo Benvegnù, portando al percorso drammaturgico le sue competenze professionali e la sua passione artistica. Non a caso è proprio dal titolo di una sua canzone, “Rosa Lullaby”, che prende le mosse la forma attuale dello spettacolo e la sua idea originaria.
Dopo alcuni mesi di scambi e di confronti all’interno del cast individuato il copione è pronto. La tesi drammaturgica principale è quella di coinvolgere nella narrazione non tanto i pazienti e gli operatori protagonisti di quella straordinaria esperienza politica, civile e umana, ma i loro figli, soggetti più o meno consapevoli di quanto accaduto ma che con quel momento storico sono chiamati ancora a confrontarsi. È la nascita di Aldo, il protagonista della narrazione, e con lui di Rosa, la madre, che del manicomio ha vissuto l’intera storia, da casa segregante a casa accogliente, e di Vincenzo, il padre, che del manicomio ha invece vissuto la sola stagione dell’isolamento e della separazione.
Nella storia di Aldo, certo d’invenzione ma “possibile” anche per quello che era il manicomio di Arezzo e per quanto vi è accaduto, entrano alcuni frammenti delle videointerviste realizzate nel corso della prima fase del progetto e in manicomi al di fuori d’Italia ancora attivi (documenti preziosi e unici filmati da Stefano Dei) e le canzoni originali di Paolo Benvegnù chiamate a dare voce a momenti scenici altrimenti inenarrabili, o narrabili senza eguale forza e pregnanza.
Da questo anomalo e straordinario connubio di forze storiche, umane e associative nasce lo spettacolo “Rosa Lullaby”.

martedì 24 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 6 e 7

Di seguito le ultime due interviste realizzate dal volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva". 
Cito da quanto sto per leggervi nella numero 6: "Cambierei tutto. Farei una vita normale. Andrei in una fabbrica a lavorare. Proverei a pigliare moglie, ma moglie non la volevo. Troppo complicato".
Con la numero 7 vi porterò invece a conoscere come il disagio di una vita di contenzione possa produrre effetti collaterali come ad esempio l'abuso di alcol in cui molti di noi, in questi giorni, tra contenzione (in luoghi certamente più piacevoli: le nostre case), mancanza di lavoro, di prospettive, di economie, potrebbero scivolare... non perdiamoci d'animo #iorestoacasa e #andràtuttobene. Cito dall'intervista: "Ho visto situazioni balorde. Se a me mi dicessero che esiste un'altra volta il manicomio, io ci sto più attento, più ragionevole, non bevo".


lunedì 23 marzo 2020

Attenderò l’alba

Attenderò l’alba
Mi farò paziente
Ma tu sei il sole
Non manco di niente:
Passeremo ore
Di baci, carezze, amore
Finché sarà domani
Le mani nelle mani

(Fotografia scattata sul lungomare di Muralto, Lugano... un po' di tempo fa, come tutte le foto di questi giorni, ahimè)


Appuntamento Rosa Lullaby

🎭 Stagione #iorestoacasa Siete pronti? Da giovedì 26 marzo a domenica 29 marzo vi proponiamo una chicca da non perdere: 🎭 Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi 🎭, uno spettacolo prodotto da Officine della Cultura e Libera Accademia del Teatro con Andrea Biagiotti, Luca Roccia Baldini, Gianni Micheli, Eleonora Angioletti e ... udite udite: con la partecipazione straordinaria di Paolo Benvegnù!! 😍😍 . Rosa Lullaby è il viaggio e il canto, la poesia e la memoria di un uomo che intende ridare un nome e un volto a chi per troppo tempo è rimasto senza una storia da raccontare o un pubblico a cui narrarla. Rosa Lullaby nasce in collaborazione con il Centro Promozione per la Salute “Franco Basaglia” e rientra nel progetto per la costituzione di un Archivio della Memoria Orale dell’Ospedale Neuropsichiatrico aretino. Vi aspettiamo sul nostro Spazio Teatro Social, per un pò di buon teatro! 😉

Rosa Lullaby da repertorio

In attesa della visione integrale dello spettacolo "Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi" - visitate Officine della Cultura per tutte le info - ho il piacere di farvi vedere un estratto, piccolo piccolo, dalla prova generale del 15 aprile 2010 al Teatro Verdi di Monte San Savino.

Occident Express al Piccolo Teatro di Milano (ieri e oggi)

Succede che il Piccolo Teatro di Milano metta a disposizione di coloro che sono chiamati a restare a casa per non contagiarsi e perché produttivi di qualcosa, in questo momento, non essenziale, come il sottoscritto, alcuni dei suoi video, storici e non. Succede che mi prenda voglia di visitare la pagina per dare un occhio e colmare qualche lacuna. Succede che m'imbatta nella video recensione di Occident Express (Haifa è nata per star ferma), in scena al Piccolo Teatro di Milano nella stagione 2018/19. Potevo non recuperare qualche scatto di me mentre stropiccio note sul clarinetto accanto alla straordinaria Ottavia Piccolo? Potevo non stampare un nuovo fermo immagine di uno dei finali teatrali più belli e coinvolgenti ed empatici a cui abbia mai assistito, come interprete e a mia volta spettatore (grazie alla presenza scenica dell'Orchestra Multietnica di Arezzo)? Potevo non invitarvi a vedere la recensione prima di lasciar scorrere, anche voi, il catalogo? Certo che non potevo! La recensione la trovate al titolo Un'odissea contemporanea. Gli screenshot, in collage, qui sotto.
Purtroppo l'ultima replica in programma è stata annullata, sarebbe dovuta avvenire proprio tra pochi giorni. Confidiamo nella stagione 2020/21! 

domenica 22 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 5

Nuova giornata nuova intervista da "Utopia e realtà: una memoria condivisa", curato dal sottoscritto ed edito da Edifir nel 2009, ricordando chi, per oltre 40 anni, è stato costretto a vivere nello spazio angusto del manicomio di Arezzo. 
Cito dall'intervista che vado a leggervi: "Molti, quando sono andati via di qua si sono tolti la vita, perché non ne potevano più di quell'esperienza".
Che ci sia d'aiuto nel nostro #iorestoacasa perché anche per noi #andràtuttobene.
E da giovedì 26 a domenica 29 mettete in agenda la visione di "Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi" sulla pagina fb di Officine della Cultura.

venerdì 20 marzo 2020

Amanda Sandrelli alla direzione musicale

Esperimenti impegnativi nei giorni in cui #iorestoacasa guidato, per l'occasione straordinaria e irripetibile, dalla bacchetta (magica) di Amanda Sandrelli!

T'invidio ferro

T’invidio ferro
Tu che non hai paura
Di un abbraccio,
Di una cura.
Sei gentile,
Materno, forte;
Io ho una sola rima:
morte.

giovedì 19 marzo 2020

Lettera al giullare ignoto morto senza un nome in tempo di Quaresima

Oggi il mio pensiero è rivolto a te, giullare ignoto di un’era ormai remota morto senza un nome in tempo di Quaresima. Sai, anche da me è tempo di Quaresima, ma non è la Quaresima il mio cruccio e non me ne vogliano i credenti per questo paragone che ha il sapore della storia e non della fede. Per un’inspiegabile scelta del caso o del destino o di quelle leggi punitive che tu ben hai conosciuto, io e te ci troviamo infatti ad essere oggi più vicini che in qualsiasi altro tempo storico da quando il tuo estro bizzarro ha smesso di girovagare per l’Europa. Vicini e compagni di sventura.
Ti spiego. Ricordi questi giorni, proprio questi giorni, i giorni in cui il tuo lavoro subiva quella sosta annuale che ti spezzava le reni e la fantasia lasciandoti senza pane? Sono giorni assai famosi che la storia ha tramandato di generazione in generazione legandone i vissuti ad un colore: il colore viola. Tanto famoso, il viola, da diventare prima superstizione e poi gioco per noi, fortunati eredi del tuo antico mestiere, portatori di una libertà espressiva che sembrava eterna ed era invece effimera.
Comprendi? Eppure, non so quasi come dirtelo e immagino che tu farai fatica a credermi, ma è in questi giorni, proprio in questi giorni, negli stessi tuoi giorni, che anch’io ho perso il mio lavoro, giullare del XXI secolo, sospeso a tempo indeterminato, senza alcuna possibilità di deroga, almeno nel tempo di Quaresima 2020... anche se, pare, si andrà ben oltre e l’intera primavera, se non peggio, a me non porterà sollievo.
Sei scettico? Lo ero anch’io ma è ormai indubitabile: oggi, per la prima volta, anonimo giullare, sei uscito dai libri di storia, che ti lasciavano autentico ma pieno di polvere, per presentarti davanti ai miei occhi in tutta la tua miseria. Nemmeno il tempo di rendermene conto e la tua miseria è diventata la mia. La tocco con mano: è la miseria che arriva da ciò che non è essenziale.
Ed ora dimmi, tu che l’hai vissuto prima di me: curare l’anima, il cuore e il sorriso non è essenziale? Un bimbo che immagina mondi davanti a dei burattini non è essenziale? Un uomo che cura la sua democrazia con l’arma più antica, il teatro, non è essenziale?
Già, non lo è. Solo la sopravvivenza partecipa dell’essenziale. E si può sopravvivere anche nell’agonia dell’immaginazione.
Si può sopravvivere, sì, solo col pane ed è per questo che oggi il mio pensiero è rivolto a te, giullare ignoto di un’era ormai remota morto senza un nome in tempo di Quaresima. Perché tu ed io, oggi, stranamente, drammaticamente, condividiamo la stessa trama e lo stesso destino: siamo ciò che la legge può disperdere, interrompere, sopprimere, negare. Non siamo il pane. Non siamo l’acqua. Siamo un numero e per molti nemmeno quello. Siamo il dito della mano, quello piccolo, che si può tagliare prima che la mano vada in cancrena.
Sì, amico giullare, oggi ti ho nel cuore. Oggi ho visto per la prima volta la polvere sulle tue scarpe, la stanchezza su ogni tuo osso, la fame dentro il tuo vestito colorato, la lacrima dietro il paravento dei tuoi occhi allegri. Ho visto la rinuncia e la malinconia. Vieni, dunque, perché ho trovato per te un luogo dove piangerti, piangere la tua miseria e, insieme, anche la mia. Eri immagine e colore. Oggi sei carne e dolore. Oggi sei colui che è morto in tempo di Quaresima, in una casa che non era la sua, tra gente che non sapeva il suo nome. Tra uomini che solo avevano bisogno di ciò che era essenziale e noi non ne facciamo parte.

P.S.
Mi conforta che secoli di grande teatro siano nati da quando hai chiuso gli occhi, che le tue fatiche abbiano avuto un premio. Nascerà qualcosa di bello e di migliore anche oggi, da queste lacrime, ne sono certo. Abbracciamoci, noi che possiamo farlo.
Ti mando il mio saluto più caro.

FlyMug di RadioFly con Gianni Micheli

Questa mattina mi trovate in voce su RadioFly, all'interno della rubrica FlyMug - Voci dalla città, per farvi passare qualche minuto del nostro #iorestoacasa cantando "La canzone di Maestro Clarinetto" tratta dallo spettacolo “L’Orchestra fatata di Maestro Clarinetto”. 
Cito dall'intervento: "Personalmente, da autore e da clarinettista, sono molto legato a questo spettacolo. Trovo che racconti in forma completa l’approccio eclettico che ho avuto con la musica, con il suo apprendimento e la sua divulgazione in forma ludica, e con il ricco strumentario che le appartiene e che, a sua volta, mi appartiene; che va ben oltre gli strumenti della cultura musicale classica studiati in Conservatorio. È anche uno dei pochi racconti musicali che ho dedicato interamente ai più piccoli tra gli spettatori, quelli della scuola dell’infanzia, narrando una favola sul viaggio e sulla crescita che parte dalle paure e dall’inadeguatezza che ci appartiene in tante situazioni, e che per molti bambini può essere fonte di un serio disagio psichico, per raggiungere la consapevolezza del valore dell’unicità di ciascun individuo e della necessità della diversità come sorgente di ricchezza".
Buon ascolto!

Il piccolo principe e l'aviatore in streaming per la Stagione #iorestoacasa

Da questa mattina e fino a domenica 22 marzo sarà possibile guardare in streaming lo spettacolo "Il piccolo principe e l'aviatore", su YouTube (qui sotto) e sulla pagina Facebook di Officine della Cultura. Domenica 22, per chi ama la televisione e riceve il segnale, lo spettacolo sarà in prima serata su Teletruria. Regia di Amanda Sandrelli.

⬇️⬇️⬇️ Il video su YouTube ⬇️⬇️⬇️

mercoledì 18 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 4

Nuova giornata nuove interviste, oggi al plurale, da "Utopia e realtà: una memoria condivisa", curato dal sottoscritto ed edito da Edifir nel 2009, ricordando chi, per oltre 40 anni, è stato costretto a vivere nello spazio angusto del manicomio di Arezzo. 
Cito da una delle due interviste che vado a leggervi: "Io sono da quarant'anni in manicomio. Lì stavi chiusa, non uscivi dalla camera, lì fissi in cameretta e al sole fino alle sei".
Che ci sia d'aiuto nel nostro #iorestoacasa perché anche per noi #andràtuttobene.
E da giovedì 26 a domenica 29 mettete in agenda la visione di "Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi" sulla pagina fb di Officine della Cultura.

Portami a un balcone

Portami a un balcone,
Cantami bellezza,
Le tue mani siano il tempo,
I tuoi baci tenerezza
E musica il tuo cuore
Per la mia salvezza.
Take me to a balcony, 
Sing me beauty, 
Let your hands be time, 
Your kisses tenderness 
And music your heart 
For my salvation.

martedì 17 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 3

Venite con me all'interno del manicomio di Arezzo? In attesa della proiezione dello spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi" della prossima settimana sulla pagina fb di Officine della Cultura, sono a leggervi una nuova intervista dal volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva" curato dal sottoscritto per il Centro Franco Basaglia Onlus e la Provincia di Arezzo nel lontano 2009.
Ammetto che il momento che stiamo vivendo è a tal punto atipico che leggendo oggi, dalla mia reclusione più o meno volontaria, i racconti degli ex degenti dell'ospedale psichiatrico di Arezzo, ad un passo dal Pionta, avvertendone quasi le invocazioni, sento parlare parti di me che non credevo avessero voce.
In ogni modo #iorestoacasa volevo dirvelo.

Il piccolo principe e l'aviatore in streaming

Un altro bel momento in questo disastro, un altro imperdibile racconto: Il piccolo principe e l'aviatore firmato Officine della Cultura per la Stagione #iorestoacasa da giovedì 19 a domenica 22 marzo, 24 ore su 24!


La favole dell'abbandono: la mascherina

Inizierei questo martedì con una Pagina Allegra da leggere sul portale ArezzoOra.it. Ho scritto per voi una delle mie favole dell'abbandono. Protagonista di questa favola una mascherina, di quelle che vanno tanto di moda in questi giorni. 

lunedì 16 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 2 - Lettura da "Utopia e realtà: una memoria condivisa"

Seconda lettura dal mio volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva", Edifir, Firenze 2009. Seconda lettura in ascolto delle storie dei protagonisti del manicomio di Arezzo.
Ricordo che da giovedì 26 a domenica 29 marzo la Stagione #iorestoacasa di Officine della Cultura darà visibilità in streaming allo spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi", su fb e sul canale YouTube di OfficineProduzioni. Una coproduzione Officine della Cultura e Libera Accademia del Teatro con Francesca Barbagli (regia), Andrea BiagiottiLuca Roccia Baldini ed Eleonora Angioletti oltre a quella di Paolo Benvegnù e di me stesso.

Io sono un artista

Va bene, avete a disposizione il tempo che volete nel tempo in cui #iorestoacasa ma se state tutto il giorno a disegnare non fatevi venire in mente delle strane idee del tipo “Io sono un artista” e la voglia di realizzare un’opera d’arte straordinaria per la vostra mamma... invece seguite il consiglio de #ilibridiim e leggete Io sono un artista di Marta Altés, Emme Edizioni. 

Album S. Isidro Futból

Album “S. Isidro Futból” in onda ieri sera, in prima serata, su Teletruria... e pensare che quella visione sullo schermo era la qualità della videoregistrazione, apriva le porte alla fantasia, lasciava intendere cosa sarebbe diventata... poco più di 10 anni... Siamo cambiati anche noi con la stessa rapidità con cui sono cambiate le videocamere?

domenica 15 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 1 - Lettura da "Utopia e realtà: una memoria condivisa"

Da giovedì 26 a domenica 29 marzo la Stagione #iorestoacasa di Officine della Cultura darà visibilità in streaming allo spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi", su fb e sul canale YouTube di OfficineProduzioni.
Oltre a dirvi di quanto sia da non perdere questa opportunità di visione, che racconta non solo una storia originale di mia invenzione ma tante storie reali legate al manicomio di Arezzo e raccolte personalmente, insieme a Stefano Dei alla videocamera, dal 2005 al 2008, e di quanto sia utile oggi in cui ciascuno di noi è costretto a fare i conti con un vissuto costrittivo, avvertendo la vulnerabilità e l'irripetibilità del tempo, ho pensato di spendere un po' di queste mie ore di quarantena forzata leggendovi qualcosa di bello.
"Rosa Lullaby" nasce da un'esperienza straordinaria, realizzata grazie al Centro Franco Basaglia Onlus e alla Provincia di Arezzo e confluita in una una pubblicazione che ho avuto l'onore di curare: "Utopia e realtà: una memoria collettiva" edita da Edifir nel 2009. Non cercatela: è fuori commercio.
Un'esperienza trasferita in teatro grazie alla visione e all'idea di spettacolo di Officine della Cultura e della Libera Accademia del Teatro e alla disponibilità di Francesca Barbagli, Andrea Biagiotti, Luca Roccia Baldini ed Eleonora Angioletti oltre a quella di Paolo Benvegnù.

Basta parole, guardate il video. Vado a leggervi qualcosa. Segnalo per i più attenti che erano presenti con me all'intervista che ascolterete - realizzata il 5 aprile 2007 - il Dott. Cesare Bondioli e l'Infermiera Giuliana Cerofolini ed è questa la ragione per cui, nelle domande, sarà possibile avvertire un passaggio costante dal tu di chi conosceva l'intervistata al lei.

Il tempo che non ho perso?

Qual è la parte che non sa dirti dove cercare per poter guarire? Il monte? Il lago? Ciò che è riflesso? Il tempo che non ho perso?
What is the part that can't tell you where to look in order to heal? The mountain? The lake? What is reflected? The time I haven't wasted?