Venite con Artribune.com a scoprire cosa vi attende alla 59ma edizione del Palio di Isola Dovarese. Grazie a Livia Montagnoli per l'articolo.
venerdì 4 settembre 2026
La cacciatrice di storie perdute
«Jay». Amisha si inginocchiò e prese la piccola mano di suo figlio nella sua.
«Le donne e gli uomini sono fatti allo stesso modo». Cercò le parole giuste per aiutarlo a capire. «Tu hai due braccia e due gambe, proprio come me». Agitò gli arti facendolo ridere.
«Tu hai due occhi, un naso e una bocca. E anche io». Aprì la bocca ed emise un «Ahh» al punto che il figlio gliela coprì con la mano. «Tu hai un cuore e io ho un cuore». Si baciò le dita e le premette sulla camicia del figlio, proprio sopra lo sterno. «Tu hai un cervello e io ho un cervello», continuò Amisha toccandogli dolcemente la fronte con la sua.
«Siamo uguali». Fece una pausa per vedere se il figlio aveva capito.
«Quindi puoi fare qualunque cosa, come papà?», chiese innocentemente.
«Penso di sì». Distese il viso. «Voglio vedere se ne sono capace». «Perché non dovresti essere capace?» «Non lo so».
Per la prima volta, qualcuno le stava dicendo che lei aveva del talento.
Amisha si sentì turbata dall'ironia della situazione. La sua scrittura era il contributo più grande che lei potesse dare a una società che non l'avrebbe mai apprezzata. Consapevole di tutto ciò, si era inginocchiata davanti alla dea implorandola di privarla del suo dono. Eppure, il solo pensiero di scrivere di nuovo le faceva palpitare forte il cuore per l'eccitazione. Forse, la sua passione per la scrittura non era una sofferenza da tollerare, bensì un dono da amare e proteggere. Le sue storie erano l'unico passaporto che l'avrebbe condotta in luoghi in cui non era mai stata.
Senza di loro, sarebbe rimasta intrappolata per sempre in quel villaggio.
Amisha raddrizzò la schiena e tentò di raccogliere la sua forza limitata, eppure si sentiva piccola rispetto all'imponente donna inglese.
«Insegnerò qui perché questo è ciò che mi è stato chiesto». Pensò alle sue storie e all'importanza che avevano per lei. «Per quanto riguarda ciò che insegnerò, non lo so ancora bene», ammise. Nell'affrontare quella donna, si sentì ancora più giovane dei suoi anni. «Chiederò agli studenti di mettere per iscritto quello che si annida nei loro giovani cuori. E se le storie li condurranno in terre lontane, li incoraggerò a intraprendere questo viaggio».
Amisha concesse un sorriso a quella donna irremovibile. «Insegnerò loro, quando viaggeranno con le storie, a rispettare le persone che incontreranno e i loro valori. Non sta a noi giudicare gli usi e i costumi degli altri, ma possiamo sfruttare l'occasione per imparare». Ignorò il fatto che la donna la guardasse con gli occhi sbarrati, e concluse dicendo:
«Perché quando tendi la mano in segno di rispetto, sarai a tua volta accolto con benevolenza».
Amisha aveva vissuto nell'ombra per la maggior parte della propria esistenza. Aveva tenuto nascosto il sogno di scrivere come se fosse una maledizione di cui vergognarsi. Aveva dato alla luce i figli di Deepak e aveva soddisfatto i suoi bisogni. Male storie nella sua testa non sarebbero mai morte. Quando scriveva, veniva trasportata in un luogo in cui lei poteva scoprire la persona che era ma non sarebbe mai potuta essere.
L'ultima testa di Idra
Tieni a mente Ercole e la sua clava perché l'ultima testa di Idra, se non lo sai, è immortale (e ben si vede).
Fontana di Ercole, Asola.
giovedì 3 settembre 2026
Promemoria isolano
Promemoria del tempo che passa. Nove edizioni e 11 anni di Palio di Isola Dovarese attraverso magliette indossate, sporcate, lavate e rilavate. Così come le grafiche, i colori, gli stili, le storie. Nel mezzo il covid ma è giusto che non ne abbia ricordo, almeno tra le mie maglie.
Chi passa da Isola Dovarese, e vede queste maglie muoversi tra strade e trapani e colle a caldo e legni da piallare, sa che al Palio mancano ormai pochi giorni (11, 12 e 13 settembre). Che c'è gente al lavoro, sgobatori che fanno quello che devono fare. E di queste maglie se ne vedono parecchie, in giro, perché il Palio quest'anno fa 59 edizioni e gli sgobatori ci sono sempre stati. Ma le mie sono 9 e ci tengo a ricordarle, pur sbiadite e grinzose come sono. D'altronde non le ho mai stirate.
mercoledì 2 settembre 2026
A Gianfranco Pedullà
Gianfranco, ti chiedo scusa ma ci è voluto del tempo. Ci sono parole che vanno cercate lontano, vanno cercate troppo dentro. E poi, mentre le cerchi, i ricordi sovrastano tutto. S'impongono. E scopri che di parole, ancora, non ne hai. Né mai le avrai, probabilmente.
Pensare che il mio affetto è nato tra le parole del tuo volume "Il teatro italiano nel tempo del fascismo" nella storica edizione de Il Mulino (1994). Parole prima delle strette di mano, delle chiacchierate, delle giornate passate in prova, delle tante collaborazioni tra Arezzo e Firenze, degli infiniti viaggi in furgone. I miei amori, perfino, sono passati dal tuo teatro: il primo e l'ultimo. Questi di carne. E poi il più grande, tra quelli di parole: Bertolt Brecht. Dalla "Santa Giovanna dei Macelli", nell'allestimento ad Arezzo del 1995, alla mia tesi di laurea, che hai letto e apprezzato, a tutte quelle volte che mi hai presentato non solo come un attore, come un musicista, come un tuo collaboratore, ma come un esperto della musica di Brecht. Ti sarò sempre grato per questo tuo saper leggere, parole e corpi.
Ricerco le produzioni in cui mi hai coinvolto con il Teatro Popolare d’Arte e non posso fare a meno di notare il peso delle parole che abbiamo raccontato: "Ubu Re" di Alfred Jarry (1996); "La fattoria degli animali" di George Orwell (1996); "Opera in prospettiva" da Bertolt Brecht (1997); "Notte decameroniana" di Ugo Chiti (1999); "La crociata dei semplici", tua e di Bartolo Incoronato e "Un malato immaginario" da Molière (2000); "Madre" da Maksim Gorkij e Bertolt Brecht (2001); "A Bertolt Brecht" con la straordinaria Marisa Fabbri (2001) che un pomeriggio, prima della replica aretina, portai a sistemarsi i capelli e lei, tra un racconto e l'altro, mi offrì una bevanda al Caffè dei Costanti.
E ancora le mie parole, con "Il corvo blu" (2001), il primo spettacolo con cui ho superato le 100 repliche, e "Boccamatto e le facce grigie di Piriulì" (2004), in scena insieme ad un'anima gemella dai capelli lunghi che purtroppo, pure lei, già non c'è più: Gianna Deidda.
E infine le parole in musica del tuo "Pulcinella", in giro per l'Italia dal 2001 al 2007, in cui mi sono divertito tanto quanto ho sudato, insieme a Rosanna Gentili e Bartolo Incoronato; e quelle, ironiche, dirompenti, di "Morire dal ridere" (2006), con l'estroso Nicola Rignanese, che ha segnato, per me, il cambio di rotta, il privilegio dato alla musica, con amici che sono ancora compagni di viaggio: Massimo Ferri, Luca Baldini e le Officine della Cultura, tutte.
Non abbiamo però smesso d'incontrarci: "Il piccolo principe" (2007); "Gulliver" (2010).
Ricordo un viaggio in Calabria, nella tua Calabria, fianco a fianco nel furgone, in cui il tuo racconto sapeva di nostalgia e di libertà. Di scelte decise, nell'andare e nel tornare. Ricordo quel pomeriggio, a Como, in cui saltò il dimmer (se ben ricordo) rovinando il nostro pomeriggio e la nostra cena ma "Pulcinella" andò in scena lo stesso. Ricordo una cena nella tua casa di Lucignano in cui scoprii la ricotta al forno e Fabiola riuscì a convincermi a provare a fare in casa i pomodori secchi sott'olio. Ricordo le tante serate di prove e risate con la Compagnia d'Arte Scenica a Foiano della Chiana. A Foiano, ancora, i tanti anni nelle scuole, insieme a Donatella Volpi, ricercando parole necessarie. Ricordo i corsi di formazione. Ricordo il giorno in cui ballasti al mio matrimonio. Ricordo quella volta che, sperduti in una delle tante città della tournée, ti ricordavi di un posto in cui fermarsi per cena segnalandomi le specialità locali. Ricordo gli appuntamenti in cui riuscisti a coinvolgermi nell'altra mia passione, quella audiovisiva, molti dei quali nel carcere di Arezzo: "Il combattimento di Tancredi e Clorinda" (2001); "Uccellini & Uccellacci", "Uccelli" da Aristofane, "Ubu re incatenato" da A. Jarry (2002); "Il giardino di Ljuba" da A. Checov e "Woyzeck" da A. Büchner (2003); "Pulcinella dei misteri" e "L'apocalisse secondo Beckett" (2004); "Re, popolo e buffoni" (2008). Ricordo un pomeriggio di "Pulcinella" in cui ti lasciasti fotografare. Chissà perché. Avevamo del tempo da perdere? Ti serviva uno scatto per una qualche pubblicazione? Non ricordo. So solo che io avevo la reflex, tu la pazienza.
Ho ritrovato quella foto. La posto qui.
Ne ho ancora di ricordi. Un pomeriggio a Poppiano. Il tuo studio. I tuoi figli, ancora piccoli. E sono triste per non essere riuscito a venirti a trovare. Per aver parlato troppo poco in questi ultimi anni.
Un po' te lo dovevo, dunque, questo racconto. Sono le mie scuse per i ricordi che mi si sono affollati in testa (Pirandello aveva le sue ragioni). Per le parole che non ho trovato perché scavare fa male. Sono il mio grazie e il mio addio.
A Gianfranco Pedullà.
lunedì 31 agosto 2026
Questo non è un sasso
Titolo: Questo non è un sasso.
Palio di Isola Dovarese: 11, 12 e 13 settembre 2026.
domenica 30 agosto 2026
Fermarsi a Bussana Vecchia
Fermarsi a Bussana Vecchia, Sanremo. Attraversarla in un pomeriggio di sole. Mangiare sotto un pergolato, circondati da vecchie rovine, da giovane arte. Sentirne la forza e la fragilità mentre gli occhi spaziano e i piedi tremano. Innamorarsene, un po', volendo fuggire.
venerdì 28 agosto 2026
"Matteotti - Anatomia di un fascismo" a Villa Badoer
Villa Badoer, Fratta Polesine, a pochi dalla Casa Museo Giacomo Matteotti.
Venerdì 19 settembre, nell'atteso incontro tra la storia, il nostro racconto e la terra sotto ai nostri stessi piedi, daremo inizio alla nuova tournée di "Matteotti - Anatomia di un fascismo" di Stefano Massini, con Ottavia Piccolo e I Solisti dell'orchestra Multietnica di Arezzo.
Le luci di questa cornice strepitosa si accenderanno alle ore 20:30 ma la giornata di Badoer Letteraria, che ci ospita, sarà ricca anche di altri incontri. Per chi ha voglia di assistere a questo atteso appuntamento i biglietti sono già in vendita.
giovedì 27 agosto 2026
La vierge ouvrante d'Anost
La vierge ouvrante d'Anost, fedele riproduzione dell'originale rimossa dalla chiesa di Anost nel XIX secolo in considerazione dell'ambiguità dei riti popolari legati alla statua, come ad esempio la protezione delle donne incinte.
"Descrizione del rito: Le donne incinte si recavano davanti alla statua per deporre offerte e invocare la grazia di un parto felice. Facevano toccare alla statua un panno destinato ai loro neonati."
C'è del mistero!
martedì 25 agosto 2026
Il peso di sé
Quando ci ricorderemo di salvare noi stessi?
"Il peso di sé" del duo artistico Elmgreen & Dragset, dal 2013 lungo la Saona a Lione.
Una questione personale
È convinta che quelli della generazione di Carlo, e in generale delle generazioni prima della sua, abbiano goduto di inenarrabili e immorali privilegi, sperperando i diritti conquistati dai padri e dai nonni, che quei diritti se li presero a colpi di schioppo, lottando e facendosi il sangue marcio. Mentre quelli lì, quei parassiti di mezza età, hanno avuto il posto fisso, i week-end, le ferie pagate, la tredicesima, la mutua, la pensione e il panettone a Natale. Non si tratta di flussi economici, fasi storiche, dinamiche sociali, politica, pianificazione, mercati globali. No. È una questione personale.
Il resto è il solito rosario della chiesa della madonna dei suburbi: due vecchi grattano senza vincere, un nero annoiatissimo staziona davanti alle macchinette del videopoker e un tavolo d’angolo ospita tre professionisti del tresette che sono stati giovani ai tempi di Bava Beccaris, muti e immobili tranne quando gettano le carte sul tavolo. Un bel presepe, alla fine, completato da un tizio in piedi vicino al bancone, con una birra davanti. Dico davvero, se volete qualche chilo di nostalgia venite qui. Sarà per i vetri luridi e l’odore di caffè corretto, o forse per le facce che sembrano venute fuori dal boom economico, dopo aver scoperto che non era poi ’sta gran cosa. Dite che vi mando io.
domenica 23 agosto 2026
sabato 22 agosto 2026
mercoledì 19 agosto 2026
Knowledge II
Lula Goce, "Knowledge II", Rue Galaincourt, Montmartre, Parigi.
Servirebbe più luce, per ammirarlo. Ma viviamo in tempi di nuvole e temporali.
martedì 18 agosto 2026
lunedì 17 agosto 2026
Il Grande Elefante
E come strappato da una delle pagine di Jules Verne mi viene incontro il Grand Éléphant - Les Machines de l'Île a Nantes.
sabato 15 agosto 2026
Le lecteur
"Le Lecteur" di Rémi Coudrain sul balcone della libreria Coiffard, a Nantes. Dimmi se la catena non è l'ultima cosa che vedi...
venerdì 14 agosto 2026
giovedì 13 agosto 2026
Eclissi solare
Ho avuto la mia dose d'eclissi. Insieme ai 20.000 (dicono) sull'Osservatorio Réservoir de Pouvourville, a Tolosa. C'era chi guardava l'eclissi in coda al chiosco della birra. Chi scuotendo le vespe dal panino. Poi abbiamo applaudito per la gioia di poter tornare via, indenni.
Mattina
Mattina ad Avignone, con le strade deserte. Qualcuno ha appenna ristorato le piante. Il sole è ancora un amico.
mercoledì 12 agosto 2026
martedì 11 agosto 2026
lunedì 10 agosto 2026
domenica 9 agosto 2026
Dove hai lasciato il futuro?
- Dove l’hai lasciato il futuro?
- L’ho parcheggiato.
- ?
- Ma sì! Tanto… guarda: s’è rovinato.
- E per domani?
- Useremo il passato.
La foto è stata scattata a Bussana Vecchia.
lunedì 3 agosto 2026
sabato 1 agosto 2026
Orsigna Arum Festival
Suonare al di fuori dei contesti abituali, cittadini, cementizi e cementiferi. Stasera sarà possibile all'Orsigna Arum Festival, a conclusione di un atteso pomeriggio tra parole e urgenze.
Questo il programma: ore 14.00 – "Meno dei gatti. Storie dimenticate di donne partigiane". Presentazione del podcast di Antonella Grassi. Un progetto per restituire voce e memoria alle donne della Resistenza troppo spesso escluse dal racconto ufficiale della storia; ore 18.00 – "Abitare la pace". Un dialogo tra spiritualità, cultura e comunità con Padre Bernardo Gianni (Abate di San Miniato al Monte), Tommaso Vermigli (Casa della Solidarietà di Quarrata), Enrico Fink e i rappresentanti della Comunità dell'Isolotto, moderati da Sandra Gesualdi; ore 21.00 – Testimonianza di Mediterranea Saving Humans. Con Debora Camarda, impegnata nel soccorso e nella tutela dei diritti umani nel Mediterraneo; ore 21.30 – Orchestra Multietnica di Arezzo. Un concerto diretto da Enrico Fink. Musicisti di culture diverse uniti per dimostrare che la diversità è ricchezza, in un viaggio sonoro che attraversa il Mediterraneo, i Balcani e il Medio Oriente.
venerdì 31 luglio 2026
L'altrove è uno specchio in negativo
- Viaggi per rivivere il tuo passato? - era a questo punto la domanda del Kan, che poteva essere formulata così: - Viaggi per ritrovare il tuo futuro?
E la risposta di Marco: - L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.
Italo Calvino, "Le città invisibili" (da Libreriamo.it)
Dedicato al debutto de "Il Viaggio", con Saverio Tommasi e l'Orchestra Multietnica di Arezzo. Arena Eden di Arezzo, 29 luglio 2026, Arezzo Smart Festival.
Cercare il sole
Non tutti cercano refrigerio. Non tutti si chiudono in casa con il condizionatore o il ventilatore acceso. C'è chi continua a cercare il sole, disperatamente.











































