sabato 28 marzo 2020

Vox Mundi, Orchestra Multietnica di Arezzo e Gruppo Polifonico "F. Coradini" su ArezzoTV

Questa sera, alle ore 21 ca., l'invito per chi può è quello di accendere la televisione e digitare il canale 214 del digitale terrestre. Se vi appare ArezzoTV siete sul canale giusto per guardarvi il concerto che nel 2015 portò sullo stesso palcoscenico l'Orchestra Multietnica di Arezzo e il Gruppo Polifonico "F. Coradini", due realtà musicali aretini di storia e grande amore per la musica oltreché per la propria città. Imperdibile!

Manicomio di Arezzo 8, 9, 10 e 11

Nuove letture da "Utopia e realtà: una memoria collettiva" a cura di Gianni Micheli, Edifir, Firenze 2009, nuovi incontri in voce con le testimonianze degli ex pazienti del manicomio di Arezzo. Le trovate sul mio canale YouTube!









venerdì 27 marzo 2020

Oggi sono l’albero stanco

Oggi sono l’albero stanco
Il sentiero sbagliato
Il tronco incurvato.
Today I am the tired tree 
The wrong path 
The arched trunk.

giovedì 26 marzo 2020

Rosa Lullaby

🎭 Stagione #iorestoacasa Ci siamo: è ONLINE lo spettacolo 🎭Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi 🎭!
🗯️A quarantacinque anni Aldo diventa padre. Aldo è un uomo “normale” con una vita “normale” ma con un passato e una storia che normali non sono: Aldo è figlio del manicomio, nato da due pazienti dell’ospedale psichiatrico di Arezzo. Dei suoi genitori Aldo non sa nulla, non ha mai voluto sapere nulla. Affidato poco dopo la nascita a genitori “altri”, al di fuori dalla struttura manicomiale, per tutta la vita non ha fatto che affermare la sua “normalità”. Nel frattempo ha avuto luogo quella straordinaria stagione di riforme che coinvolge molti istituti psichiatrici, quello aretino in prima fila, definitivamente chiuso con la riforma della legge 180 del 1978. Da quella legge sono ormai passati trenta anni, il tempo di una generazione, ma è solo con il raggiungimento della tanto desiderata paternità che Aldo si sente spinto a riannodare, sulle note di una ninna nanna che emerge dalla sua memoria, il proprio vissuto a quello di coloro che in un momento d’amore gli hanno dato la vita.🗯️ 
Lo potete trovare fino a domenica 29 marzo sullo ✅ Spazio Teatro Social di Officine della CulturaTeletruria: in prima serata domenca 29 marzo!


mercoledì 25 marzo 2020

L’attore clarifisarmonicista

L’attore clarifisarmonicista... momenti di teatro e musica indimenticabili con amici preziosi e invincibili! Ulteriori spiegazioni nell'articolo precedente sul blog...

Le origini di "Rosa Lullaby"

Da domani a domenica 29 marzo ci sarà l'atteso appuntamento, almeno dal sottoscritto, con "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi". Finalmente - a distanza di 10 anni... una ricorrenza che non abbiamo cercato ma che è venuta da sé - sarà possibile rivedere lo spettacolo nella sua interezza e con tutte le sue emozioni all'interno dei canali social di Officine della Cultura - domenica 29, in prima serata, in televisione su Teletruria.
Sfogliando i fogli del 2010 ho ritrovato e pubblico qui quanto scrissi a corredo dello spettacolo, per spiegarne le origini, le attese e tutto ciò che portava con sé, di vissuti e di storia aretina. Era il 26 aprile 2010 e non avrei mai immagino di vivere, a mio volta, giorni di contenzione forzata come quelli che sto vivendo in questo momento. La foto qui sotto è di Gabriele Spadini e mi racconta all'interno dello spettacolo.

Le origini di “Rosa Lullaby” 
di Gianni Micheli

“Rosa Lullaby” parte da lontano. Parte dalla volontà del Centro Promozione per la Salute “Franco Basaglia”, dei suoi volontari e del suo direttore Bruno Benigni, di dar vita ad un Archivio della Memoria Orale dell’ex Ospedale Neuropsichiatrico di Arezzo. È l’11 ottobre 2005 quando quel progetto viene messo sulla carta dal sottoscritto. Alla base del progetto la raccolta di un numero significativo di videointerviste a degenti ed operatori ancora in vita di quello che fu il manicomio di Arezzo, la pubblicazione di un libro e la realizzazione di un documentario audiovisivo. Inoltre, ma questo in una seconda fase e con la presenza di soggetti donatori, l’individuazione di un progetto originale ai fini della divulgazione del materiale.
Il progetto inizia nel giugno 2006 con il sostegno della Provincia di Arezzo e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Un gruppo di ricerca individua, anche in base al budget a disposizione, 70 tra ex degenti ed operatori (medici, infermieri, assistenti sociali, amministratori, cittadini) da sottoporre ad intervista in tutte e 4 le vallate aretine. A compiere le interviste sono incaricati il sottoscritto e Stefano Dei, infermiere psichiatrico con la passione del documentarista, accompagnati nel momento della visita agli ex degenti da chi li ha tuttora in cura o li conosce per averli frequentati negli anni della loro permanenza presso l’ospedale psichiatrico, creando così quella relazione affettiva e quel senso di fiducia indispensabili per non dar vita a traumi nel momento del racconto.
Il progetto, in questa prima fase, si conclude il 26 marzo 2009 con la presentazione alla città, in un apposito convegno, della pubblicazione “Utopia e realtà: una memoria collettiva” e del video “Voci”.
Conclusa la prima fase, nonostante il plauso di operatori e amministratori, il progetto non trova le forze economiche indispensabili per proseguire nella sua opera di ricerca e di divulgazione. È qui che entrano in gioco due associazioni culturali del territorio: le Officine della Cultura e la Libera Accademia del Teatro. Le due Associazioni, dopo aver letto il libro, si impegnano in merito alla possibilità di sostenere i costi dell’allestimento di uno spettacolo teatrale e musicale partendo da quelle testimonianze, sia in virtù della forte appartenenza del tema al vissuto collettivo cittadino, sia per il loro intrinseco valore civile e storico. Dopo un primo esame dei materiali le associazioni incaricano il sottoscritto di elaborare un apposito copione drammaturgico, che rappresenti il valore dei documenti pubblicati ma che non sia strettamente “documentaristico”. Nello stesso tempo, coinvolto dall’idea, entra a far parte del progetto il cantautore Paolo Benvegnù, portando al percorso drammaturgico le sue competenze professionali e la sua passione artistica. Non a caso è proprio dal titolo di una sua canzone, “Rosa Lullaby”, che prende le mosse la forma attuale dello spettacolo e la sua idea originaria.
Dopo alcuni mesi di scambi e di confronti all’interno del cast individuato il copione è pronto. La tesi drammaturgica principale è quella di coinvolgere nella narrazione non tanto i pazienti e gli operatori protagonisti di quella straordinaria esperienza politica, civile e umana, ma i loro figli, soggetti più o meno consapevoli di quanto accaduto ma che con quel momento storico sono chiamati ancora a confrontarsi. È la nascita di Aldo, il protagonista della narrazione, e con lui di Rosa, la madre, che del manicomio ha vissuto l’intera storia, da casa segregante a casa accogliente, e di Vincenzo, il padre, che del manicomio ha invece vissuto la sola stagione dell’isolamento e della separazione.
Nella storia di Aldo, certo d’invenzione ma “possibile” anche per quello che era il manicomio di Arezzo e per quanto vi è accaduto, entrano alcuni frammenti delle videointerviste realizzate nel corso della prima fase del progetto e in manicomi al di fuori d’Italia ancora attivi (documenti preziosi e unici filmati da Stefano Dei) e le canzoni originali di Paolo Benvegnù chiamate a dare voce a momenti scenici altrimenti inenarrabili, o narrabili senza eguale forza e pregnanza.
Da questo anomalo e straordinario connubio di forze storiche, umane e associative nasce lo spettacolo “Rosa Lullaby”.

martedì 24 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 6 e 7

Di seguito le ultime due interviste realizzate dal volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva". 
Cito da quanto sto per leggervi nella numero 6: "Cambierei tutto. Farei una vita normale. Andrei in una fabbrica a lavorare. Proverei a pigliare moglie, ma moglie non la volevo. Troppo complicato".
Con la numero 7 vi porterò invece a conoscere come il disagio di una vita di contenzione possa produrre effetti collaterali come ad esempio l'abuso di alcol in cui molti di noi, in questi giorni, tra contenzione (in luoghi certamente più piacevoli: le nostre case), mancanza di lavoro, di prospettive, di economie, potrebbero scivolare... non perdiamoci d'animo #iorestoacasa e #andràtuttobene. Cito dall'intervista: "Ho visto situazioni balorde. Se a me mi dicessero che esiste un'altra volta il manicomio, io ci sto più attento, più ragionevole, non bevo".


lunedì 23 marzo 2020

Attenderò l’alba

Attenderò l’alba
Mi farò paziente
Ma tu sei il sole
Non manco di niente:
Passeremo ore
Di baci, carezze, amore
Finché sarà domani
Le mani nelle mani

(Fotografia scattata sul lungomare di Muralto, Lugano... un po' di tempo fa, come tutte le foto di questi giorni, ahimè)


Appuntamento Rosa Lullaby

🎭 Stagione #iorestoacasa Siete pronti? Da giovedì 26 marzo a domenica 29 marzo vi proponiamo una chicca da non perdere: 🎭 Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi 🎭, uno spettacolo prodotto da Officine della Cultura e Libera Accademia del Teatro con Andrea Biagiotti, Luca Roccia Baldini, Gianni Micheli, Eleonora Angioletti e ... udite udite: con la partecipazione straordinaria di Paolo Benvegnù!! 😍😍 . Rosa Lullaby è il viaggio e il canto, la poesia e la memoria di un uomo che intende ridare un nome e un volto a chi per troppo tempo è rimasto senza una storia da raccontare o un pubblico a cui narrarla. Rosa Lullaby nasce in collaborazione con il Centro Promozione per la Salute “Franco Basaglia” e rientra nel progetto per la costituzione di un Archivio della Memoria Orale dell’Ospedale Neuropsichiatrico aretino. Vi aspettiamo sul nostro Spazio Teatro Social, per un pò di buon teatro! 😉

Rosa Lullaby da repertorio

In attesa della visione integrale dello spettacolo "Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi" - visitate Officine della Cultura per tutte le info - ho il piacere di farvi vedere un estratto, piccolo piccolo, dalla prova generale del 15 aprile 2010 al Teatro Verdi di Monte San Savino.

Occident Express al Piccolo Teatro di Milano (ieri e oggi)

Succede che il Piccolo Teatro di Milano metta a disposizione di coloro che sono chiamati a restare a casa per non contagiarsi e perché produttivi di qualcosa, in questo momento, non essenziale, come il sottoscritto, alcuni dei suoi video, storici e non. Succede che mi prenda voglia di visitare la pagina per dare un occhio e colmare qualche lacuna. Succede che m'imbatta nella video recensione di Occident Express (Haifa è nata per star ferma), in scena al Piccolo Teatro di Milano nella stagione 2018/19. Potevo non recuperare qualche scatto di me mentre stropiccio note sul clarinetto accanto alla straordinaria Ottavia Piccolo? Potevo non stampare un nuovo fermo immagine di uno dei finali teatrali più belli e coinvolgenti ed empatici a cui abbia mai assistito, come interprete e a mia volta spettatore (grazie alla presenza scenica dell'Orchestra Multietnica di Arezzo)? Potevo non invitarvi a vedere la recensione prima di lasciar scorrere, anche voi, il catalogo? Certo che non potevo! La recensione la trovate al titolo Un'odissea contemporanea. Gli screenshot, in collage, qui sotto.
Purtroppo l'ultima replica in programma è stata annullata, sarebbe dovuta avvenire proprio tra pochi giorni. Confidiamo nella stagione 2020/21! 

domenica 22 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 5

Nuova giornata nuova intervista da "Utopia e realtà: una memoria condivisa", curato dal sottoscritto ed edito da Edifir nel 2009, ricordando chi, per oltre 40 anni, è stato costretto a vivere nello spazio angusto del manicomio di Arezzo. 
Cito dall'intervista che vado a leggervi: "Molti, quando sono andati via di qua si sono tolti la vita, perché non ne potevano più di quell'esperienza".
Che ci sia d'aiuto nel nostro #iorestoacasa perché anche per noi #andràtuttobene.
E da giovedì 26 a domenica 29 mettete in agenda la visione di "Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi" sulla pagina fb di Officine della Cultura.

venerdì 20 marzo 2020

Amanda Sandrelli alla direzione musicale

Esperimenti impegnativi nei giorni in cui #iorestoacasa guidato, per l'occasione straordinaria e irripetibile, dalla bacchetta (magica) di Amanda Sandrelli!

T'invidio ferro

T’invidio ferro
Tu che non hai paura
Di un abbraccio,
Di una cura.
Sei gentile,
Materno, forte;
Io ho una sola rima:
morte.

giovedì 19 marzo 2020

Lettera al giullare ignoto morto senza un nome in tempo di Quaresima

Oggi il mio pensiero è rivolto a te, giullare ignoto di un’era ormai remota morto senza un nome in tempo di Quaresima. Sai, anche da me è tempo di Quaresima, ma non è la Quaresima il mio cruccio e non me ne vogliano i credenti per questo paragone che ha il sapore della storia e non della fede. Per un’inspiegabile scelta del caso o del destino o di quelle leggi punitive che tu ben hai conosciuto, io e te ci troviamo infatti ad essere oggi più vicini che in qualsiasi altro tempo storico da quando il tuo estro bizzarro ha smesso di girovagare per l’Europa. Vicini e compagni di sventura.
Ti spiego. Ricordi questi giorni, proprio questi giorni, i giorni in cui il tuo lavoro subiva quella sosta annuale che ti spezzava le reni e la fantasia lasciandoti senza pane? Sono giorni assai famosi che la storia ha tramandato di generazione in generazione legandone i vissuti ad un colore: il colore viola. Tanto famoso, il viola, da diventare prima superstizione e poi gioco per noi, fortunati eredi del tuo antico mestiere, portatori di una libertà espressiva che sembrava eterna ed era invece effimera.
Comprendi? Eppure, non so quasi come dirtelo e immagino che tu farai fatica a credermi, ma è in questi giorni, proprio in questi giorni, negli stessi tuoi giorni, che anch’io ho perso il mio lavoro, giullare del XXI secolo, sospeso a tempo indeterminato, senza alcuna possibilità di deroga, almeno nel tempo di Quaresima 2020... anche se, pare, si andrà ben oltre e l’intera primavera, se non peggio, a me non porterà sollievo.
Sei scettico? Lo ero anch’io ma è ormai indubitabile: oggi, per la prima volta, anonimo giullare, sei uscito dai libri di storia, che ti lasciavano autentico ma pieno di polvere, per presentarti davanti ai miei occhi in tutta la tua miseria. Nemmeno il tempo di rendermene conto e la tua miseria è diventata la mia. La tocco con mano: è la miseria che arriva da ciò che non è essenziale.
Ed ora dimmi, tu che l’hai vissuto prima di me: curare l’anima, il cuore e il sorriso non è essenziale? Un bimbo che immagina mondi davanti a dei burattini non è essenziale? Un uomo che cura la sua democrazia con l’arma più antica, il teatro, non è essenziale?
Già, non lo è. Solo la sopravvivenza partecipa dell’essenziale. E si può sopravvivere anche nell’agonia dell’immaginazione.
Si può sopravvivere, sì, solo col pane ed è per questo che oggi il mio pensiero è rivolto a te, giullare ignoto di un’era ormai remota morto senza un nome in tempo di Quaresima. Perché tu ed io, oggi, stranamente, drammaticamente, condividiamo la stessa trama e lo stesso destino: siamo ciò che la legge può disperdere, interrompere, sopprimere, negare. Non siamo il pane. Non siamo l’acqua. Siamo un numero e per molti nemmeno quello. Siamo il dito della mano, quello piccolo, che si può tagliare prima che la mano vada in cancrena.
Sì, amico giullare, oggi ti ho nel cuore. Oggi ho visto per la prima volta la polvere sulle tue scarpe, la stanchezza su ogni tuo osso, la fame dentro il tuo vestito colorato, la lacrima dietro il paravento dei tuoi occhi allegri. Ho visto la rinuncia e la malinconia. Vieni, dunque, perché ho trovato per te un luogo dove piangerti, piangere la tua miseria e, insieme, anche la mia. Eri immagine e colore. Oggi sei carne e dolore. Oggi sei colui che è morto in tempo di Quaresima, in una casa che non era la sua, tra gente che non sapeva il suo nome. Tra uomini che solo avevano bisogno di ciò che era essenziale e noi non ne facciamo parte.

P.S.
Mi conforta che secoli di grande teatro siano nati da quando hai chiuso gli occhi, che le tue fatiche abbiano avuto un premio. Nascerà qualcosa di bello e di migliore anche oggi, da queste lacrime, ne sono certo. Abbracciamoci, noi che possiamo farlo.
Ti mando il mio saluto più caro.

FlyMug di RadioFly con Gianni Micheli

Questa mattina mi trovate in voce su RadioFly, all'interno della rubrica FlyMug - Voci dalla città, per farvi passare qualche minuto del nostro #iorestoacasa cantando "La canzone di Maestro Clarinetto" tratta dallo spettacolo “L’Orchestra fatata di Maestro Clarinetto”. 
Cito dall'intervento: "Personalmente, da autore e da clarinettista, sono molto legato a questo spettacolo. Trovo che racconti in forma completa l’approccio eclettico che ho avuto con la musica, con il suo apprendimento e la sua divulgazione in forma ludica, e con il ricco strumentario che le appartiene e che, a sua volta, mi appartiene; che va ben oltre gli strumenti della cultura musicale classica studiati in Conservatorio. È anche uno dei pochi racconti musicali che ho dedicato interamente ai più piccoli tra gli spettatori, quelli della scuola dell’infanzia, narrando una favola sul viaggio e sulla crescita che parte dalle paure e dall’inadeguatezza che ci appartiene in tante situazioni, e che per molti bambini può essere fonte di un serio disagio psichico, per raggiungere la consapevolezza del valore dell’unicità di ciascun individuo e della necessità della diversità come sorgente di ricchezza".
Buon ascolto!

Il piccolo principe e l'aviatore in streaming per la Stagione #iorestoacasa

Da questa mattina e fino a domenica 22 marzo sarà possibile guardare in streaming lo spettacolo "Il piccolo principe e l'aviatore", su YouTube (qui sotto) e sulla pagina Facebook di Officine della Cultura. Domenica 22, per chi ama la televisione e riceve il segnale, lo spettacolo sarà in prima serata su Teletruria. Regia di Amanda Sandrelli.

⬇️⬇️⬇️ Il video su YouTube ⬇️⬇️⬇️

mercoledì 18 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 4

Nuova giornata nuove interviste, oggi al plurale, da "Utopia e realtà: una memoria condivisa", curato dal sottoscritto ed edito da Edifir nel 2009, ricordando chi, per oltre 40 anni, è stato costretto a vivere nello spazio angusto del manicomio di Arezzo. 
Cito da una delle due interviste che vado a leggervi: "Io sono da quarant'anni in manicomio. Lì stavi chiusa, non uscivi dalla camera, lì fissi in cameretta e al sole fino alle sei".
Che ci sia d'aiuto nel nostro #iorestoacasa perché anche per noi #andràtuttobene.
E da giovedì 26 a domenica 29 mettete in agenda la visione di "Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi" sulla pagina fb di Officine della Cultura.

Portami a un balcone

Portami a un balcone,
Cantami bellezza,
Le tue mani siano il tempo,
I tuoi baci tenerezza
E musica il tuo cuore
Per la mia salvezza.
Take me to a balcony, 
Sing me beauty, 
Let your hands be time, 
Your kisses tenderness 
And music your heart 
For my salvation.

martedì 17 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 3

Venite con me all'interno del manicomio di Arezzo? In attesa della proiezione dello spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi" della prossima settimana sulla pagina fb di Officine della Cultura, sono a leggervi una nuova intervista dal volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva" curato dal sottoscritto per il Centro Franco Basaglia Onlus e la Provincia di Arezzo nel lontano 2009.
Ammetto che il momento che stiamo vivendo è a tal punto atipico che leggendo oggi, dalla mia reclusione più o meno volontaria, i racconti degli ex degenti dell'ospedale psichiatrico di Arezzo, ad un passo dal Pionta, avvertendone quasi le invocazioni, sento parlare parti di me che non credevo avessero voce.
In ogni modo #iorestoacasa volevo dirvelo.

Il piccolo principe e l'aviatore in streaming

Un altro bel momento in questo disastro, un altro imperdibile racconto: Il piccolo principe e l'aviatore firmato Officine della Cultura per la Stagione #iorestoacasa da giovedì 19 a domenica 22 marzo, 24 ore su 24!


La favole dell'abbandono: la mascherina

Inizierei questo martedì con una Pagina Allegra da leggere sul portale ArezzoOra.it. Ho scritto per voi una delle mie favole dell'abbandono. Protagonista di questa favola una mascherina, di quelle che vanno tanto di moda in questi giorni. 

lunedì 16 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 2 - Lettura da "Utopia e realtà: una memoria condivisa"

Seconda lettura dal mio volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva", Edifir, Firenze 2009. Seconda lettura in ascolto delle storie dei protagonisti del manicomio di Arezzo.
Ricordo che da giovedì 26 a domenica 29 marzo la Stagione #iorestoacasa di Officine della Cultura darà visibilità in streaming allo spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi", su fb e sul canale YouTube di OfficineProduzioni. Una coproduzione Officine della Cultura e Libera Accademia del Teatro con Francesca Barbagli (regia), Andrea BiagiottiLuca Roccia Baldini ed Eleonora Angioletti oltre a quella di Paolo Benvegnù e di me stesso.

Io sono un artista

Va bene, avete a disposizione il tempo che volete nel tempo in cui #iorestoacasa ma se state tutto il giorno a disegnare non fatevi venire in mente delle strane idee del tipo “Io sono un artista” e la voglia di realizzare un’opera d’arte straordinaria per la vostra mamma... invece seguite il consiglio de #ilibridiim e leggete Io sono un artista di Marta Altés, Emme Edizioni. 

Album S. Isidro Futból

Album “S. Isidro Futból” in onda ieri sera, in prima serata, su Teletruria... e pensare che quella visione sullo schermo era la qualità della videoregistrazione, apriva le porte alla fantasia, lasciava intendere cosa sarebbe diventata... poco più di 10 anni... Siamo cambiati anche noi con la stessa rapidità con cui sono cambiate le videocamere?

domenica 15 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 1 - Lettura da "Utopia e realtà: una memoria condivisa"

Da giovedì 26 a domenica 29 marzo la Stagione #iorestoacasa di Officine della Cultura darà visibilità in streaming allo spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi", su fb e sul canale YouTube di OfficineProduzioni.
Oltre a dirvi di quanto sia da non perdere questa opportunità di visione, che racconta non solo una storia originale di mia invenzione ma tante storie reali legate al manicomio di Arezzo e raccolte personalmente, insieme a Stefano Dei alla videocamera, dal 2005 al 2008, e di quanto sia utile oggi in cui ciascuno di noi è costretto a fare i conti con un vissuto costrittivo, avvertendo la vulnerabilità e l'irripetibilità del tempo, ho pensato di spendere un po' di queste mie ore di quarantena forzata leggendovi qualcosa di bello.
"Rosa Lullaby" nasce da un'esperienza straordinaria, realizzata grazie al Centro Franco Basaglia Onlus e alla Provincia di Arezzo e confluita in una una pubblicazione che ho avuto l'onore di curare: "Utopia e realtà: una memoria collettiva" edita da Edifir nel 2009. Non cercatela: è fuori commercio.
Un'esperienza trasferita in teatro grazie alla visione e all'idea di spettacolo di Officine della Cultura e della Libera Accademia del Teatro e alla disponibilità di Francesca Barbagli, Andrea Biagiotti, Luca Roccia Baldini ed Eleonora Angioletti oltre a quella di Paolo Benvegnù.

Basta parole, guardate il video. Vado a leggervi qualcosa. Segnalo per i più attenti che erano presenti con me all'intervista che ascolterete - realizzata il 5 aprile 2007 - il Dott. Cesare Bondioli e l'Infermiera Giuliana Cerofolini ed è questa la ragione per cui, nelle domande, sarà possibile avvertire un passaggio costante dal tu di chi conosceva l'intervistata al lei.

Il tempo che non ho perso?

Qual è la parte che non sa dirti dove cercare per poter guarire? Il monte? Il lago? Ciò che è riflesso? Il tempo che non ho perso?
What is the part that can't tell you where to look in order to heal? The mountain? The lake? What is reflected? The time I haven't wasted?

Ponte allo Spino

Silenzioso come vorrei stare, tra luci e ombre, la pieve di Ponte allo Spino.
Quiet as I would like to be, between lights and shadows, the church of Ponte allo spino.

sabato 14 marzo 2020

Ho sentito aria tra le mani

Ho sentito
Aria
Tra le mani:
Anche domani
Saremo lontani
Saremo silenti
Saremo
(un po’ meno)
Umani. . .

Cornabicorna rivoglio il mio coniglietto

Iniziare la mattina in famiglia di un nuovo giorno di #iorestoacasa con un libro. Per #ilibridiim l’invito è a leggere Cornabicorna rivoglio il mio coniglietto di Magali Bonniol e Pierre Bertrand edizioni Babalibri.
La citazione che ho scelto è rappresentativa di questo momento incerto, direi quasi chiaroveggente anche nell’illustazione... 
⬇️⬇️⬇️ 
“Avrebbe potuto essere una serata tranquilla a casa di Pietro, ma…”

Il mio contributo a Radiofly

Darò il mio contributo al progetto di @radiofly_ in questi giorni di chiusura forzata nelle abitazioni.
Ascolta Radiofly.

giovedì 12 marzo 2020

San Isidro Futból in streaming per la Stagione #iorestoacasa

🎭 È iniziata la Stagione #iorestoacasa di Officine della Cultura lo certifica anche Rai3 Toscana e questi 12 anni passati sembrano in video il transito di un’era intera; era il tempo delle cassette da 8mm e degli infiniti tempi di rendering.
Visione possibile, nonostante la bassa qualità e tutte le imperfezioni, fino a domenica sui canali fb e YouTube di Officine della Cultura. Ditemi che ne pensate, io mi sono divertito ancora una volta a ripassare il San Isidro di Pino Cacucci in questa felice produzione di Officine della Cultura e della Libera Accademia del Teatro di Arezzo - e #restateacasa in ogni modo!

Stasera mi sento un po' così

Stasera mi sento un po’ così: gli occhi spalancati, la bocca aperta, i denti neri, l’espressione allucinata e, dietro, le sedie vuote di un palchetto. Davanti l’ignoto. Foto scattata in giorni più lieti all’interno del Teatro Poliziano di Montepulciano. . . 
Tonight I feel like this: my eyes unbarred, my mouth open, the black teeth, my hallucinated expression and, behind it, the empty chairs of a stage. Before the unknown. Photo taken on happier days inside the Poliziano Theater in Montepulciano. . .

mercoledì 11 marzo 2020

Stagione #iorestoacasa


Fu nel tempo del coronavirus...

Fu nel tempo del coronavirus che l’extraterrestre raggiunse il pianeta Terra, fece luce e scappò via, insospettito. Con sé non prese nessun umano ma erba di campo che non riuscì a cucinare. Da allora pare che gli extraterrestri abbiamo una pessima considerazione del pianeta Terra. E forse è meglio così. . . . 

martedì 10 marzo 2020

Stagione #iorestoacasa con San Isidro Futból

🎭 Stagione #iorestoacasa a cura di Officine della Cultura.
➡️ Da giovedì 12 a domenica 15 marzo vi aspetto tutti all'interno dello Spazio Teatro Social di Officine della Cultura - Facebook e YouTube - per assistere, rigorosamente senza baci e senza abbracci, allo spettacolo (produzione 2007) "San Isidro Futból" dal libro di Pino Cacucci, regia di Francesca Barbagli. Con Andrea Biagiotti, Riccardo Valeriani e la partecipazione di Francesca Neri e con Massimo Ferri (chitarra), Luca “Roccia” Baldini (basso, chitarra), Gianni Micheli (fisarmonica, clarinetto, sax soprano), Massimiliano Dragoni (percussioni). Produzione Officine della Cultura / Libera Accademia del Teatro.
Una delle poche occasioni in cui sono riuscito a infilare il sax soprano in uno spettacolo! Imperdibile! Ingresso libero h24.
Il programma intero della Stagione #iorestoacasa lo potete leggere al seguente articolo pubblicato da CulTurMedia: Officine della Cultura lancia la Stagione #iorestoacasa con tre spettacoli di repertorio e un concerto.

domenica 8 marzo 2020

Colore di dolore

Colore
Di dolore
Di stupore
Di paura a ore
Alterne
E sentirsi inerme:
Io uomo, tu germe.


Foto scattata a Gualdo Tadino (non in tempo di Coronavirus).

La polvere sui rami

“Vedo la polvere sui tuoi rami. È il vantaggio dell’altezza” pensò l’uomo sul balcone.
“Vedo la crepa sulle tue fondamenta. È il vantaggio della profondità” pensò l’albero davanti al balcone.

“I see the dust on your branches. It's the advantage of height” thought the man on the balcony.
“I see the crack on your foundations. It's the advantage of depth” thought the tree in front of the balcony.

sabato 7 marzo 2020

Non aver paura

Non aver paura
Non temere il male
Non hai bisogno di saper nuotare
Misureremo il mare
In cui affogare
Con un metro
intorno al cuore.

Do not be afraid
Do not fear evil
You do not need to know how to swim
We will measure the sea in which to drown
With a meter
Around the heart.

Buonanotte

Buonanotte da cieli neri e amori interi.
(Foto scattata all'interno del Castello di Gargonza, Monte San Savino, Arezzo)

mercoledì 4 marzo 2020

Entra con me nel Giardino delle rose

Entra con me nel Giardino delle rose.
Passeggeremo.
Sorrideremo.
Culleremo le spine al sole della primavera.
Dimenticheremo di non poterci abbracciare.
Saremo petali, avvinti dalla bellezza.

You can enter the Rose Garden with me.
We will walk.
We shall smile.
We will make the thorns fall asleep in the spring sun.
We will forget that we cannot hug each other.
We will be petals, surrounded by beauty.

Il Giardino delle Rose della foto si trova a San Quirico d’Orcia.

A chi cerca speranza

A chi cerca speranza - e in questi giorni non sono in pochi - consiglio il verde Toscana. Spolvera gli occhi e tiene allegro il senso di meraviglia.

Francesca Sarteanesi, Luisa Bosi e le belle bestie

Francesca Sarteanesi e Luisa Bosi! Come si fa a non voler bene a queste due attrici straordinariamente capaci dotate dell’acuto senso dell’ironia toscano? Ve le presento in un recente scatto al Teatro Pietro Aretino nello spettacolo Bella Bestia per il debutto della rassegna Z Generation meets Theatre a cura di Officine della Cultura.
Gli interessati ad altri miei scatti (alcuni di Sabina Karimova) relativi alla recente inaugurazione della rassegna aretina possono vederli su Flickr.

Degustare caffè al mattino

Strana mattina questa del 4 marzo con il profumo e il sapore di un assaggio al caffè: drip coffee bag di Pascucci, “il perfetto caffè lungo dalla preparazione semplice e veloce”. Non male, perbacco: non male! 

martedì 3 marzo 2020

Porta Eburnea

Le porte di Perugia, sempre straordinarie, anche in un giorno di pioggia.🌧 Nella foto Porta Eburnea o Arco dea Mandorla, una delle maggiori porte etrusche.
.
The gates of Perugia, always extraordinary, even on a rainy day. In the photo Porta Eburnea or Arco della Mandorla, one of the major Etruscan doors.

lunedì 2 marzo 2020

8 marzo a Santa Maria degli Angeli con Collettivoziro

Domenica 8 marzo siete tutti invitati a Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, per il debutto di Collettivoziro con Mariangela Berazzi (voce/voce recitante), Lucia Sagretti (violino), Luca Piccioni (strumenti a pizzico), Massimiliano Dragoni (salterio/percussioni) e il sottoscritto Gianni Micheli (clarinetti/voce recitante); il tutto per la programmazione festosa e riflessiva di Ritmi - il 7 ci saranno anche quei fantasiosi di Becoming X 🔜 LEIOUT X L’OTTO MARZO 🔙

domenica 1 marzo 2020

Fontana di Palazzo Piccolomini

Fontana di Palazzo Piccolomini, Pienza. XV secolo. Non si può passarci accanto senza aver voglia di tenerne memoria. ✍🏻

Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta

Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta a San Quirico d’Orcia, nel cammino della Via Francigena. Zoomorfismo in bianco e nero.

Porta ai Cappuccini

Porta ai Cappuccini, XV secolo, un po’ come entrare nella bocca di Polifemo ed invece entri a San Quirico d’Orcia.

Ricette toscane sulla pietra a San Quirico d'Orcia

Lacrime di San Quirico, Cignale alla Cacciatora, Coniglio all’Etrusca, Pici, Farraona al Vino Santo, Fagiano al Forno, Ribollita... 🍽 Buona domenica con le ricette dell’Osteria del Cardinale di San Quirico d’Orcia. 

sabato 29 febbraio 2020

venerdì 28 febbraio 2020

Quattro vie famose a Pienza


Ci sono quattro vie famose a Pienza ma una sfortunatamente non l’ho fotografata e chissà se la sequenza è quella giusta... 🤔

There are four famous routes in Pienza but unfortunately I haven't photographed one and who knows if the sequence is the right one?


Noi ci ostiniamo a credere in un mondo migliore

Riporto le seguenti indicazioni pratiche segnalate dall'Otium 900 Sentimental Store di San Quirico d'Orcia.  Chissà che possano tornarci utili:
➡️ “Noi ci fidiamo”
➡️ “Noi ci ostiniamo a credere in un mondo migliore”

martedì 25 febbraio 2020

Stati Generali della Cultura

Su La Nazione di oggi, a cura di Massimo Pucci, il racconto e l'invito di quella che sarà la quarta edizione degli Stati Generali della Cultura. Invito da cogliere oggi con più volontà e caparbietà, oggi che la cultura cade in ginocchio e l'incontro tra esseri umani, nei luoghi privilegiati della cultura, è vietato per ragioni da non sottovalutare ma sotto tanti aspetti incomprensibili.

lunedì 24 febbraio 2020

Sei unico

Valorizzare l’unicità e che la singolarità sia maestra di dialogo, di rispetto e di propensione all’accoglienza. Oggi #ilibridiim leggono Sei unico di Christophe Mourey e Bruno Tognolini (Nord-Sud Edizioni): “Mai con nessuno ti scambierei perché ti voglio allo stesso modo per ciò che sei...”.