lunedì 16 febbraio 2026

Il Frankenstein di Stradella

Di certo il monumento principe di Stradella: la Torre Civica nota anche come Torre Merlata, con la sua lunga storia di perdite e di innesti, un (affascinante) Frankenstein in muratura.

Il tempo

Il tempo bianco e il tempo nero.

domenica 15 febbraio 2026

La stanza dell'attesa

La stanza dell'attesa,
truccata di bianco,
rispettosa
del mio silenzio.

Camerino del CineTeatro Costantino, a Macomer (NU). 

La crosta terrestre era tutta inquinata

"Mozziconi raccolse da terra un giornale. Guardò la data e si accorse che era fresco di giornata. Secondo lui, cioè secondo il giornale, la crosta terrestre era tutta inquinata, le nazioni non facevano altro che litigare e in qualche posto si sparavano anche le cannonate. In Italia c'erano tanti disoccupati e scoppiavano le bombe nelle piazze e sui treni, ma gli assassini non li acchiappavano o non li volevano acchiappare".

Parrebbe oggi... era il 1975. Da Luigi Malerba, "Mozziconi", Einaudi, p. 31.

Benedizioni

L'oggi ha le sue benedizioni.

I colori di Giacomo Balla

In questa domenica di cielo velato porterò un po' di luce su questo blog attraverso i colori di Giacomo Balla. Ho appena ritrovato gli scatti realizzati l'8 dicembre 2025 alla mostra "Giacomo Balla. Un universo di luce" presso lo GNAMC di Parma. Che siano utili per traghettarmi in una giornata che ha del grigio solo l'aspetto, mentre inseguo volontà d'arcobaleni.
Per quanto riguarda gli scatti, nell'ordine: Futurrealtà (1917), Le frecce della vita (1928), Pessimismo e ottimismo (1923), Scienza contro oscurantismo (1920), Forme grido Viva l'Italia (1915), Noi 4 allo specchio (1945), Espansione dinamica + velocità (1913).








Verde con vista

Verde con vista a Lanusei. 

sabato 14 febbraio 2026

Piazza Italia

Murales di Francesco Del Casino in Piazza Italia, a Nuoro, con una dedica all'antifascismo e alla Resistenza. In particolare alla maestra Mariangela Marioni, nel dopoguerra direttrice della Biblioteca Salvatore Satta, e ad Antonio Gramsci.

San Valentino

Sono ancora in tempo per darti un cuore rosso per San Valentino?

Piazza Ariostea

A Ferrara vi è una piazza enorme - Piazza Ariostea - che fa venire voglia di camminare, di correre, di muoversi sui pedali, d'inseguirsi e di rincorrersi. Ma è pur bella per sedersi in una giornata d'inverno, sotto un sole pallido. La domina, dall'alto, un ferrarese d'eccezione, Ludovico Ariosto, ultimo inquilino di una piazza che, voluta da Ercole I d'Este, ha ospitato perfino il sogno marmoreo di Napoleone. 


Il triangolo prediletto

Il triangolo di Sardegna prediletto. 

Girolamo Svampa

In questo 2026 mi sono trovato a fare un salto indietro di ben 400 anni, più o meno. Traghettatore di questo mio viaggio l'inquisitore Girolamo Svampa, come immaginato e reso vivo da Marcello Simoni nella sua lunga serie. Ottima scrittura, ottima ricerca e, al di là dei tanti frati presenti, un personaggio dalla tempra intrigante che crea curiosità ed empatia. 
I primi tre volumi sono già fra gli scaffali. Ne conserverò qui, in questo mio archivio di citazioni, quattro brevi frammenti.  

Marcello Simoni, “Il marchio dell’inquisitore” (I casi di Girolamo Svampa Vol. 1), Einaudi
“Fra’ Girolamo avanzò verso di lui per fronteggiarlo, ma gli si fermò di fronte senza proferir verbo. Io vi odio, sì, e ne ho ben donde, pensò serrando i pugni. Vi odio per quel che avete fatto a me e a mio padre. Vi odio per via del ragionare distorto che guida le vostre azioni, rendendovi più aberrante del concetto stesso di male. Ma voi… voi perché mi odiate?”

Marcello Simoni, “Il monastero delle ombre perdute” (I casi di Girolamo Svampa Vol. 2), Einaudi
“Di solito non prestava fede alle parole dei condannati a morte, così come a quelle di qualsiasi altra persona di presumesse capace di affermare la verità. A suo avviso, il genere umano era un’accozzaglia di accidenti necessari a cui si doveva ricorrere, in corso d’indagine, soltanto in extremis. E nulla più”.
“Limitatevi a rispondere, - lo riportò all’ordine l’inquisitore. - E siate il più oggettivo possibile. - Cosa intendete per oggettivo? - Che se potessi evitare di sorbirmi le vostre opinioni personali, i vostri pregiudizi e le vostre supposizioni, ve ne sarei oltremodo grato".

Marcello Simoni, “La prigione della monaca senza volto” (I casi di Girolamo Svampa Vol. 3), Einaudi
“La capacità di descrivere è una qualità rarissima, spesso soppiantata dalla pretesa di riportare agli altri non quel che abbiamo visto, bensì quel che crediamo di aver visto o, ancor peggio, quel che vorremmo avere visto”. 

venerdì 13 febbraio 2026

Il rumore delle cose nuove

Ecco qualcosa da trattenere da "Il rumore delle cose nuove" (Einaudi) di Paolo Genovese.

"Ma come la cambi la tua vita se a ogni passo che fai ti porti dietro il fango?"

"I ricordi li costruiamo noi. Prendiamo dalla nostra vita eventi importanti, col tempo li spogliamo di alcuni orpelli e li arricchiamo di altri che ci fanno comodo, dettagli che aiutano a sottolineare un determinato sentimento che vogliamo enfatizzare. Se il ricordo è bello, è probabile che lo descriveremo riportando sensazioni che in quel momento magari non abbiamo neanche provato: sono suggestioni successive, che rafforzano l’amore, la gioia, la passione. Il ricordo negativo, al contrario, viene rivalutato. Rimane l’evento avverso, ma stranamente non appare così ostile come lo è stato all’epoca. Una storia d’amore tossica e imbevuta di liti furiose verrà ricordata come quella di una coppia che non andava troppo d’accordo, e il relativo malessere verrà accantonato in nome di un revisionismo che alleggerisce il dramma. Il dolore di un lutto percorre il sistema linfatico del nostro corpo per sempre, ma pensare a chi si è perso dopo che la vita ha ripreso il sopravvento genera solo un triste sorriso di commozione. Tutto passa e viene riscritto dalla nostra mente, che ripulisce di inutili elementi l’essenza della memoria".

"[...] hiraeth, un termine gallese che descrive una nostalgia con delle sfumature particolari, quella per le cose che non sono avvenute e che avremmo voluto accadessero".

giovedì 12 febbraio 2026

Un musicista come uno sciamano

Dei tanti romanzi di Antonio Manzini dedicati a Rocco Schiavone, pur letti con passione, non ho tenuto traccia su questo blog. Tuttavia, con “Sotto mentite spoglie” (Sellerio), mi comporterò diversamente perché oggi mi sento un po’ sciamano.

“Rocco restò a guardare il palazzo di fronte dal quale sentiva provenire il suono di uno strumento a fiato. Aveva sempre pensato che essere un musicista fosse una benedizione. Poter passare le ore rifugiati in uno strumento, suonare musiche che ti portano in giro col pensiero e con il corpo. Non essere più sulla terra ma chissà dove. Un miracolo, avrebbe detto se fosse stato credente. L'arte più sopraffina, la musica, quella che colpisce più nel profondo, eppure non ha materia. Cos'è in fondo? Onde sonore che non hanno corpo né colore, forma o sostanza. Piccoli ectoplasmi vaganti che struggevano il cuore, maciullavano l'anima, o facevano danzare il corpo, ridere, vivere. E un musicista, come uno sciamano, poteva evocare tutto questo con uno strumento” (pag. 329).

mercoledì 11 febbraio 2026

Professione: reporter

Pagine Allegre appena uscite, da leggere e, in questo caso, da vedere: "Professione: reporter". Un grande classico, un'occasione per fermare il tempo.

martedì 10 febbraio 2026

Corpi sulla nave

Corpi sulla nave.
Di carne e ossa.
Di ferro e forza.
Ognuno col suo faro,
di sangue, di denaro. 
Di qua.
Di là.
Lo stesso mare.
Ognuno col suo movimento
proprio
e il suo mistero.
Nessuno sa
qual è più vero. 

domenica 8 febbraio 2026

Nuoro

Murales in Santu Pedru, Nuoro. Non ti va di ballare?

Lanusei

Lanusei (NU). Prendersi il tempo di una passeggiata percorrendo Via Roma e poco oltre. Prendersi il tempo di mettere gli occhi sullo schema genealogico di Goffredo Mameli, riconosciuto autore dell'inno nazionale, proprio nei giorni delle olimpiadi invernali, con la speranza e il piacere di poter sentire quell'inno risuonare dalle televisioni più e più volte. Prendersi il tempo di restare affascinati dalle tante scale e dai tanti scorci di un paese che avviluppa un'intera montagna strizzando gli occhi al mare. Con l'amarezza di non aver assaggiato nemmeno una delle sue pregiate ciliegie, mentre infuria il vento di febbraio tra pioggia e nubi.






CineTeatro Tonio Dei

CineTeatro Tonio Dei, Lanusei (NU). Luci fredde per un teatro, anzi un cineteatro, freddo freddo freddo. 

sabato 7 febbraio 2026

Favole dell'abbandono: Il timidrifero

Le mie favole dell'abbandono tornano online con "Il timidrifero". Non conoscete la favola del timidrifero? Non resta che leggere, il tempo di uno sbadiglio ma senza lo sbadiglio.

Macomer

Sono riuscito a fare solo pochi passi a Macomer (NU). E l'occhio, in una notte impietosa, dopo una giornata di pioggia e vento, ha trovato il nulla su cui posarsi. Qualcosa, tuttavia, ha incoraggiato la curiosità, una parola e un anno: Resilienza 2019. Pochi mesi ancora e la resilienza sarebbe diventata il mantra di tutti noi. Senza aver imparato nulla, purtroppo.


CineTeatro Costantino

CineTeatro Costantino, Macomer (NU).

venerdì 6 febbraio 2026

Tempio Pausania

Camminando tra le strade e i vicoli di Tempio Pausania, la Città di Pietra della Gallura che ha dedicato tempo e pietre anche a Fabrizio De André. Ormai qui vi è solo un'attesa: lu carrasciali timpiesu, il carnevale. Anche le strade, le pietre, sono in fermento, si vestono di manifesti e si colorano, e raccogliere il silenzio, il vuoto che cerco, in uno dei periodi più piovosi per l'intera Sardegna, è difficile. Tra le foto anche quello che resta della Casa di Nino Gallura - le tre caratteristiche aperture -, del XIII secolo, testimonianza dell'architettura medievale della città