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martedì 31 marzo 2020

Scattoateatrodacasa 2

Il teatro dentro la televisione dietro l’igiene medico sanitaria... le serate che non avrei creduto possibili al tempo del #covid_19 #scattoateatrodacasa #officinedellacultura #teletruria.


domenica 29 marzo 2020

Scattoateatrodacasa

Domenica di #scattoateatrodacasa con Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi oggi Officine della Cultura e questa sera in prima serata su Teletruria - #iorestoacasa e #andràtuttobene.


Volete sapere come funziona #scattoateatrodacasa?

sabato 28 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 8, 9, 10 e 11

Nuove letture da "Utopia e realtà: una memoria collettiva" a cura di Gianni Micheli, Edifir, Firenze 2009, nuovi incontri in voce con le testimonianze degli ex pazienti del manicomio di Arezzo. Le trovate sul mio canale YouTube!









giovedì 26 marzo 2020

Rosa Lullaby

🎭 Stagione #iorestoacasa Ci siamo: è ONLINE lo spettacolo 🎭Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi 🎭!
🗯️A quarantacinque anni Aldo diventa padre. Aldo è un uomo “normale” con una vita “normale” ma con un passato e una storia che normali non sono: Aldo è figlio del manicomio, nato da due pazienti dell’ospedale psichiatrico di Arezzo. Dei suoi genitori Aldo non sa nulla, non ha mai voluto sapere nulla. Affidato poco dopo la nascita a genitori “altri”, al di fuori dalla struttura manicomiale, per tutta la vita non ha fatto che affermare la sua “normalità”. Nel frattempo ha avuto luogo quella straordinaria stagione di riforme che coinvolge molti istituti psichiatrici, quello aretino in prima fila, definitivamente chiuso con la riforma della legge 180 del 1978. Da quella legge sono ormai passati trenta anni, il tempo di una generazione, ma è solo con il raggiungimento della tanto desiderata paternità che Aldo si sente spinto a riannodare, sulle note di una ninna nanna che emerge dalla sua memoria, il proprio vissuto a quello di coloro che in un momento d’amore gli hanno dato la vita.🗯️ 
Lo potete trovare fino a domenica 29 marzo sullo ✅ Spazio Teatro Social di Officine della CulturaTeletruria: in prima serata domenca 29 marzo!


mercoledì 25 marzo 2020

Le origini di "Rosa Lullaby"

Da domani a domenica 29 marzo ci sarà l'atteso appuntamento, almeno dal sottoscritto, con "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi". Finalmente - a distanza di 10 anni... una ricorrenza che non abbiamo cercato ma che è venuta da sé - sarà possibile rivedere lo spettacolo nella sua interezza e con tutte le sue emozioni all'interno dei canali social di Officine della Cultura - domenica 29, in prima serata, in televisione su Teletruria.
Sfogliando i fogli del 2010 ho ritrovato e pubblico qui quanto scrissi a corredo dello spettacolo, per spiegarne le origini, le attese e tutto ciò che portava con sé, di vissuti e di storia aretina. Era il 26 aprile 2010 e non avrei mai immagino di vivere, a mio volta, giorni di contenzione forzata come quelli che sto vivendo in questo momento. La foto qui sotto è di Gabriele Spadini e mi racconta all'interno dello spettacolo.

Le origini di “Rosa Lullaby” 
di Gianni Micheli

“Rosa Lullaby” parte da lontano. Parte dalla volontà del Centro Promozione per la Salute “Franco Basaglia”, dei suoi volontari e del suo direttore Bruno Benigni, di dar vita ad un Archivio della Memoria Orale dell’ex Ospedale Neuropsichiatrico di Arezzo. È l’11 ottobre 2005 quando quel progetto viene messo sulla carta dal sottoscritto. Alla base del progetto la raccolta di un numero significativo di videointerviste a degenti ed operatori ancora in vita di quello che fu il manicomio di Arezzo, la pubblicazione di un libro e la realizzazione di un documentario audiovisivo. Inoltre, ma questo in una seconda fase e con la presenza di soggetti donatori, l’individuazione di un progetto originale ai fini della divulgazione del materiale.
Il progetto inizia nel giugno 2006 con il sostegno della Provincia di Arezzo e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Un gruppo di ricerca individua, anche in base al budget a disposizione, 70 tra ex degenti ed operatori (medici, infermieri, assistenti sociali, amministratori, cittadini) da sottoporre ad intervista in tutte e 4 le vallate aretine. A compiere le interviste sono incaricati il sottoscritto e Stefano Dei, infermiere psichiatrico con la passione del documentarista, accompagnati nel momento della visita agli ex degenti da chi li ha tuttora in cura o li conosce per averli frequentati negli anni della loro permanenza presso l’ospedale psichiatrico, creando così quella relazione affettiva e quel senso di fiducia indispensabili per non dar vita a traumi nel momento del racconto.
Il progetto, in questa prima fase, si conclude il 26 marzo 2009 con la presentazione alla città, in un apposito convegno, della pubblicazione “Utopia e realtà: una memoria collettiva” e del video “Voci”.
Conclusa la prima fase, nonostante il plauso di operatori e amministratori, il progetto non trova le forze economiche indispensabili per proseguire nella sua opera di ricerca e di divulgazione. È qui che entrano in gioco due associazioni culturali del territorio: le Officine della Cultura e la Libera Accademia del Teatro. Le due Associazioni, dopo aver letto il libro, si impegnano in merito alla possibilità di sostenere i costi dell’allestimento di uno spettacolo teatrale e musicale partendo da quelle testimonianze, sia in virtù della forte appartenenza del tema al vissuto collettivo cittadino, sia per il loro intrinseco valore civile e storico. Dopo un primo esame dei materiali le associazioni incaricano il sottoscritto di elaborare un apposito copione drammaturgico, che rappresenti il valore dei documenti pubblicati ma che non sia strettamente “documentaristico”. Nello stesso tempo, coinvolto dall’idea, entra a far parte del progetto il cantautore Paolo Benvegnù, portando al percorso drammaturgico le sue competenze professionali e la sua passione artistica. Non a caso è proprio dal titolo di una sua canzone, “Rosa Lullaby”, che prende le mosse la forma attuale dello spettacolo e la sua idea originaria.
Dopo alcuni mesi di scambi e di confronti all’interno del cast individuato il copione è pronto. La tesi drammaturgica principale è quella di coinvolgere nella narrazione non tanto i pazienti e gli operatori protagonisti di quella straordinaria esperienza politica, civile e umana, ma i loro figli, soggetti più o meno consapevoli di quanto accaduto ma che con quel momento storico sono chiamati ancora a confrontarsi. È la nascita di Aldo, il protagonista della narrazione, e con lui di Rosa, la madre, che del manicomio ha vissuto l’intera storia, da casa segregante a casa accogliente, e di Vincenzo, il padre, che del manicomio ha invece vissuto la sola stagione dell’isolamento e della separazione.
Nella storia di Aldo, certo d’invenzione ma “possibile” anche per quello che era il manicomio di Arezzo e per quanto vi è accaduto, entrano alcuni frammenti delle videointerviste realizzate nel corso della prima fase del progetto e in manicomi al di fuori d’Italia ancora attivi (documenti preziosi e unici filmati da Stefano Dei) e le canzoni originali di Paolo Benvegnù chiamate a dare voce a momenti scenici altrimenti inenarrabili, o narrabili senza eguale forza e pregnanza.
Da questo anomalo e straordinario connubio di forze storiche, umane e associative nasce lo spettacolo “Rosa Lullaby”.

martedì 24 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 6 e 7

Di seguito le ultime due interviste realizzate dal volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva". 
Cito da quanto sto per leggervi nella numero 6: "Cambierei tutto. Farei una vita normale. Andrei in una fabbrica a lavorare. Proverei a pigliare moglie, ma moglie non la volevo. Troppo complicato".
Con la numero 7 vi porterò invece a conoscere come il disagio di una vita di contenzione possa produrre effetti collaterali come ad esempio l'abuso di alcol in cui molti di noi, in questi giorni, tra contenzione (in luoghi certamente più piacevoli: le nostre case), mancanza di lavoro, di prospettive, di economie, potrebbero scivolare... non perdiamoci d'animo #iorestoacasa e #andràtuttobene. Cito dall'intervista: "Ho visto situazioni balorde. Se a me mi dicessero che esiste un'altra volta il manicomio, io ci sto più attento, più ragionevole, non bevo".


domenica 22 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 5

Nuova giornata nuova intervista da "Utopia e realtà: una memoria condivisa", curato dal sottoscritto ed edito da Edifir nel 2009, ricordando chi, per oltre 40 anni, è stato costretto a vivere nello spazio angusto del manicomio di Arezzo. 
Cito dall'intervista che vado a leggervi: "Molti, quando sono andati via di qua si sono tolti la vita, perché non ne potevano più di quell'esperienza".
Che ci sia d'aiuto nel nostro #iorestoacasa perché anche per noi #andràtuttobene.
E da giovedì 26 a domenica 29 mettete in agenda la visione di "Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi" sulla pagina fb di Officine della Cultura.

mercoledì 18 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 4

Nuova giornata nuove interviste, oggi al plurale, da "Utopia e realtà: una memoria condivisa", curato dal sottoscritto ed edito da Edifir nel 2009, ricordando chi, per oltre 40 anni, è stato costretto a vivere nello spazio angusto del manicomio di Arezzo. 
Cito da una delle due interviste che vado a leggervi: "Io sono da quarant'anni in manicomio. Lì stavi chiusa, non uscivi dalla camera, lì fissi in cameretta e al sole fino alle sei".
Che ci sia d'aiuto nel nostro #iorestoacasa perché anche per noi #andràtuttobene.
E da giovedì 26 a domenica 29 mettete in agenda la visione di "Rosa Lullaby - racconto dai Tetti Rossi" sulla pagina fb di Officine della Cultura.

martedì 17 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 3

Venite con me all'interno del manicomio di Arezzo? In attesa della proiezione dello spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi" della prossima settimana sulla pagina fb di Officine della Cultura, sono a leggervi una nuova intervista dal volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva" curato dal sottoscritto per il Centro Franco Basaglia Onlus e la Provincia di Arezzo nel lontano 2009.
Ammetto che il momento che stiamo vivendo è a tal punto atipico che leggendo oggi, dalla mia reclusione più o meno volontaria, i racconti degli ex degenti dell'ospedale psichiatrico di Arezzo, ad un passo dal Pionta, avvertendone quasi le invocazioni, sento parlare parti di me che non credevo avessero voce.
In ogni modo #iorestoacasa volevo dirvelo.

lunedì 16 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 2 - Lettura da "Utopia e realtà: una memoria condivisa"

Seconda lettura dal mio volume "Utopia e realtà: una memoria collettiva", Edifir, Firenze 2009. Seconda lettura in ascolto delle storie dei protagonisti del manicomio di Arezzo.
Ricordo che da giovedì 26 a domenica 29 marzo la Stagione #iorestoacasa di Officine della Cultura darà visibilità in streaming allo spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi", su fb e sul canale YouTube di OfficineProduzioni. Una coproduzione Officine della Cultura e Libera Accademia del Teatro con Francesca Barbagli (regia), Andrea BiagiottiLuca Roccia Baldini ed Eleonora Angioletti oltre a quella di Paolo Benvegnù e di me stesso.

domenica 15 marzo 2020

Manicomio di Arezzo 1 - Lettura da "Utopia e realtà: una memoria condivisa"

Da giovedì 26 a domenica 29 marzo la Stagione #iorestoacasa di Officine della Cultura darà visibilità in streaming allo spettacolo "Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi", su fb e sul canale YouTube di OfficineProduzioni.
Oltre a dirvi di quanto sia da non perdere questa opportunità di visione, che racconta non solo una storia originale di mia invenzione ma tante storie reali legate al manicomio di Arezzo e raccolte personalmente, insieme a Stefano Dei alla videocamera, dal 2005 al 2008, e di quanto sia utile oggi in cui ciascuno di noi è costretto a fare i conti con un vissuto costrittivo, avvertendo la vulnerabilità e l'irripetibilità del tempo, ho pensato di spendere un po' di queste mie ore di quarantena forzata leggendovi qualcosa di bello.
"Rosa Lullaby" nasce da un'esperienza straordinaria, realizzata grazie al Centro Franco Basaglia Onlus e alla Provincia di Arezzo e confluita in una una pubblicazione che ho avuto l'onore di curare: "Utopia e realtà: una memoria collettiva" edita da Edifir nel 2009. Non cercatela: è fuori commercio.
Un'esperienza trasferita in teatro grazie alla visione e all'idea di spettacolo di Officine della Cultura e della Libera Accademia del Teatro e alla disponibilità di Francesca Barbagli, Andrea Biagiotti, Luca Roccia Baldini ed Eleonora Angioletti oltre a quella di Paolo Benvegnù.

Basta parole, guardate il video. Vado a leggervi qualcosa. Segnalo per i più attenti che erano presenti con me all'intervista che ascolterete - realizzata il 5 aprile 2007 - il Dott. Cesare Bondioli e l'Infermiera Giuliana Cerofolini ed è questa la ragione per cui, nelle domande, sarà possibile avvertire un passaggio costante dal tu di chi conosceva l'intervistata al lei.

mercoledì 30 novembre 2011

Festa della Regione Toscana con Rosa Lullaby

Caro Lettore,
oggi è festa, festa della Regione Toscana. Il 30 novembre del 1786 il Granduca Pietro Leopoldo aboliva la pena di morte. 
Segnati il giorno e vieni domenica prossima, 4 dicembre 2011, a festeggiare con noi all’Auditorium Arnaldo Pieraccini di Arezzo (celebre psichiatra chiamato nel 1927 a dirigere il Manicomio della città) - ingresso dall’Ospedale San Donato. Torna in scena, nell’ambito della giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, Rosa Lullaby - Racconto dai Tetti Rossi, la storia dell’Ospedale Psichiatrico di Arezzo vista con gli occhi della mia generazione, quella nata quando i manicomi venivano aperti per essere chiusi, definitivamente. Un'altra "abolizione" che ha segnato la storia della mia Regione.


Ti ricordo che, in scena con me, troverai Andrea Biagiotti, Eleonora Angioletti, Luca Baldini e Paolo Benvegnù, l’autore (insieme a Luca Baldini e ad altri cari amici) di uno degli album più ascoltati, recensiti e premiati della recente stagione musicale: Hermann.
L’ingresso è libero. Lo spettacolo ha inizio alle ore 21. Ti vorremo ancor più bene se porterai con te qualcuno!

sabato 30 ottobre 2010

Grazie!


Caro Lettore,
approfitto di te per ringraziare i tanti spettatori di Lucignano e d’Italia - ce n’erano da Arezzo, ovviamente, ma anche da Napoli, da Perugia, da Trieste! - che ieri hanno passato con me e con il cast di “Rosa Lullaby”, prezioso e inalterabile come il graffio inciso sulla pietra, prima il loro tardo pomeriggio, in Biblioteca, quindi il dopocena, lo spazio ormai dedicato alla tv e ai film iperdefiniti offerti dalle reti a pagamento o ai giochi interattivi. Hanno investito in tempo ed energie per dedicarci i loro sguardi, i loro pensieri, e mettere il loro tempo nelle nostre mani e tra le nostre note. Grazie! Il Teatro Rosini è stato accogliente come il guscio di una tartaruga e, ancora una volta - come sempre ci capita con “Rosa Lullaby” - ci siamo sentiti a casa.
Voglio segnalarti questo pensiero, minimale e giocondo, che ci ha fatto un po’ a tutti sorridere. Stavamo mangiando uno spuntito in Biblioteca, conclusa la presentazione, quando qualcuno ha detto: «Stasera chissà se ci sarà gente... c’è la partita!». La partita di venerdì sera? I nostri sguardi si sono cercati con la solita espressione di chi deve organizzare e promuovere cultura in questi tempi grami di tagli e di calcio onnipresente e un po’ dicendo “ma come si fa” un po’ suggerendo “non c’è rimedio” Massimo Ferri, responsabile di Officine della Cultura, è uscito più o meno con: «Sarebbe bello pensare agli organizzatori di una partita di calcio che guardano lo stadio vuoto e dicono: “Chissà se ci sarà gente stasera... c’è il teatro!». Abbiamo riso... non si poteva fare altrimenti: era un’immagine troppo esagerata! E invece, a dispetto del calcio, l’immagine esagerata l’abbiamo rappresentata: non sappiamo se il calcio ne abbia sofferto ma il teatro era al colmo della sua felicità.

Gli scatti, prima in Biblioteca poi in teatro, sono di M. C.




giovedì 28 ottobre 2010

“Rosa Lullaby” a Lucignano


Caro Lettore,
domani sera “Rosa Lullaby” riempirà la grande sala del teatro Rosini di Lucignano (AR) ed io sono visibilmente emozionato. Sì, lo so, non puoi vedermi. Cerca di immaginarmi!
Alle 18.30, in Biblioteca, un gustoso aperitivo darà l’avvio al dialogo tra il pubblico e la compagnia di attori e musicisti. Poi l’attesa, le passeggiate su e giù per i camerini... piccoli camerini... l’accordatura degli strumenti, il riscaldamento delle voci, il raffreddamento dell’emotività.
Il batticuore di questo testo è quello che mi lega ad una storia che non contempla lacune, distrazioni, smagliature perché scritta sulle lacrime di anni di oppressione e di sofferenza per tante, troppe vite: le vite del manicomio di Arezzo.
Ed è la palazzina principale dell’ex manicomio di Arezzo quella che vedi, su, nell’immagine, in uno scatto di Laura Cirinei. L’occasione era la replica di “Rosa Lullaby” del recente agosto. Dietro quelle persiane chiuse di più di trenta anni fa riesci a immaginare registri, nomi, volti, storie?