La stanza dell'attesa,
truccata di bianco,
rispettosa
del mio silenzio.
Camerino del CineTeatro Costantino, a Macomer (NU).
La stanza dell'attesa,
truccata di bianco,
rispettosa
del mio silenzio.
Camerino del CineTeatro Costantino, a Macomer (NU).
Murales di Francesco Del Casino in Piazza Italia, a Nuoro, con una dedica all'antifascismo e alla Resistenza. In particolare alla maestra Mariangela Marioni, nel dopoguerra direttrice della Biblioteca Salvatore Satta, e ad Antonio Gramsci.
Lanusei (NU). Prendersi il tempo di una passeggiata percorrendo Via Roma e poco oltre. Prendersi il tempo di mettere gli occhi sullo schema genealogico di Goffredo Mameli, riconosciuto autore dell'inno nazionale, proprio nei giorni delle olimpiadi invernali, con la speranza e il piacere di poter sentire quell'inno risuonare dalle televisioni più e più volte. Prendersi il tempo di restare affascinati dalle tante scale e dai tanti scorci di un paese che avviluppa un'intera montagna strizzando gli occhi al mare. Con l'amarezza di non aver assaggiato nemmeno una delle sue pregiate ciliegie, mentre infuria il vento di febbraio tra pioggia e nubi.
Sono riuscito a fare solo pochi passi a Macomer (NU). E l'occhio, in una notte impietosa, dopo una giornata di pioggia e vento, ha trovato il nulla su cui posarsi. Qualcosa, tuttavia, ha incoraggiato la curiosità, una parola e un anno: Resilienza 2019. Pochi mesi ancora e la resilienza sarebbe diventata il mantra di tutti noi. Senza aver imparato nulla, purtroppo.
Camminando tra le strade e i vicoli di Tempio Pausania, la Città di Pietra della Gallura che ha dedicato tempo e pietre anche a Fabrizio De André. Ormai qui vi è solo un'attesa: lu carrasciali timpiesu, il carnevale. Anche le strade, le pietre, sono in fermento, si vestono di manifesti e si colorano, e raccogliere il silenzio, il vuoto che cerco, in uno dei periodi più piovosi per l'intera Sardegna, è difficile. Tra le foto anche quello che resta della Casa di Nino Gallura - le tre caratteristiche aperture -, del XIII secolo, testimonianza dell'architettura medievale della città
Non ero mai stato ad Alghero. Ed anche in questa occasione c'è stato il tempo, come al solito (purtroppo), di pochi passi in cerca di un soffio, di un segno, di un respiro, di linee che si cercano, s'incrociano, si perdono.
Per persone come me, tuttavia, credo sia questo il periodo migliore per trovarsi ad Alghero. Le strade deserte, l'arrabbiarsi del mare, i colori di un inverno di nubi incostanti e i profumi che il vento non ti permetterà mai di conservare se non nella memoria. L'impagabile è a portata di mano.