venerdì 13 febbraio 2026

Il rumore delle cose nuove

Ecco qualcosa da trattenere da "Il rumore delle cose nuove" (Einaudi) di Paolo Genovese.

"Ma come la cambi la tua vita se a ogni passo che fai ti porti dietro il fango?"

"I ricordi li costruiamo noi. Prendiamo dalla nostra vita eventi importanti, col tempo li spogliamo di alcuni orpelli e li arricchiamo di altri che ci fanno comodo, dettagli che aiutano a sottolineare un determinato sentimento che vogliamo enfatizzare. Se il ricordo è bello, è probabile che lo descriveremo riportando sensazioni che in quel momento magari non abbiamo neanche provato: sono suggestioni successive, che rafforzano l’amore, la gioia, la passione. Il ricordo negativo, al contrario, viene rivalutato. Rimane l’evento avverso, ma stranamente non appare così ostile come lo è stato all’epoca. Una storia d’amore tossica e imbevuta di liti furiose verrà ricordata come quella di una coppia che non andava troppo d’accordo, e il relativo malessere verrà accantonato in nome di un revisionismo che alleggerisce il dramma. Il dolore di un lutto percorre il sistema linfatico del nostro corpo per sempre, ma pensare a chi si è perso dopo che la vita ha ripreso il sopravvento genera solo un triste sorriso di commozione. Tutto passa e viene riscritto dalla nostra mente, che ripulisce di inutili elementi l’essenza della memoria".

"[...] hiraeth, un termine gallese che descrive una nostalgia con delle sfumature particolari, quella per le cose che non sono avvenute e che avremmo voluto accadessero".