mercoledì 24 aprile 2013

Occasioni di divertimento

Tra il buono del mestiere che mi ritrovo fra le mani c’è anche questo: che mi fa dire mille volte “fine”. Sembra contraddittorio ma è così: si lavora a progetto, si lavora per un buon compimento del tempo e delle linee scolastiche, teatrali e musicali. Una perfezione che ha un limite d’inizio e un cartello con su scritto “fine”. Anche se poi questi confini progettuali non corrispondono (mai) ai limiti della remunerazione economica… ma questo è un altro aspetto (l’aspetto black).
Finite alcune belle imprese, come il laboratorio all’Istituto Professionale di Foiano della Chiana insieme alla registrazione della trasmissione televisiva “Chi ricorda chi” di cui sentirete presto parlare (andrà in onda, forse, a giugno oppure a settembre), dedico queste prime ora di una vigilia di festa ad un rituale che potrebbe sembrare noioso: farsi la barba. Perché non renderlo… creativo?
Presento dunque nell’immagine “la marcia dei fratelli Sbarba”, fidi compagni di una mattina di sole in cerca di nuovi progetti da portare a compimento… come la registrazione del secondo disco dell’Orchestra Multietnica di Arezzo… ma anche di questo avremo modo di riparlare. Buona vigilia di Liberazione a tutti!

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