martedì 15 gennaio 2013

Musica, Arezzo, Storia

Caro Lettore,
che sveglia, stamani! È solo un normalissimo martedì di gennaio - quasi troppo invernale - ma ti sveglio col peso della storia. Cinque secoli, niente di meno, con due punte di diamante negli ultimi trent’anni o giù di lì per quello che m’è stato dato vivere.
Che mai sarà? Sono i “Cinque secoli di musica ad Arezzo” (Edizioni Helicon) tradotti in volume dalla memoria musicale locale, il Prof. Claudio Santori. Finalmente puoi trovarli in libreria e finalmente puoi trovarci dentro quelle “note” che mai nessuno, ancora, aveva così approfonditamente accorpato al patrimonio culturale, musicale e politico aretino. Note di un percorso “sperimentale” che ancora non ha trovato eguali: il Liceo Musicale annesso al Liceo Classico “F. Petrarca” di cui mi annovero, con orgoglio, tra i fondatori e sperimentatori.
Trovi questo primo pacchetto della memoria da p. 316 a p. 327 quale “avvenimento musicale principe” degli anni ‘80, a detta del Prof. Santori.
Ma voglio segnalarti un altro avvenimento degno di menzione personale che il volume ricorda: l’attività del CUT & CUM (Centro Universitario Teatro Spettacolo e Musica) della Facoltà di Lettere e Filosofia con sede ad Arezzo dell’Università degli Studi di Siena (pp. 376-378). Anche in questo caso, da quel che so, non solo la straordinaria avventura del CUT (e poi CUTS & CUM) tra gli anni 1994-1998 viene menzionata per la prima volta in una pubblicazione ma se ne traccia il percorso, la spina dorsale, interconnettendolo a quello che è stato il mio personalissimo contributo.
Scrive Claudio Santori: «A conclusione dell’anno accademico 1993/94 ebbe luogo l’evento “Concerto teatrale sul prato”, organizzato dal solo CUTS. Di CUM e di musicisti non si parla ancora, ma nei due anni accademici successivi, anche grazie all’iscrizione all’ateneo di alcuni diplomati del Liceo Musicale (fece da apripista il clarinettista Gianni Micheli, uno dei mitici primi dodici), la presenza di musicisti si fece più corposa e sia per la passione della Prof.ssa Laura Caretti sia per la mediazione del Micheli (che era uno studente particolare in quanto già diplomato in Conservatorio) l’affiancarsi della scritta CUM al CUTS diviene quasi obbligata e tenne a battesimo una serie di eventi, anche pubblici, che coniugarono con grande spontaneità teatro e musica senza che mai la seconda si trovasse in stato di sudditanza rispetto al primo» (p. 376).
Che dire, finalmente posso dormire sonni tranquilli: la mia testimonianza non è più solo vento nella testa (mia e di pochi intimi amici).
A conclusione l’omaggio alla classe dei “mitici primi dodici” maturi (da ventisei… quale scrematura!) diplomati del Liceo Musicale di Arezzo. Trovi l’immagine a p. 318. Buona lettura!


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