venerdì 9 gennaio 2026

Favole alle scarpe

Niente di meglio che iniziare la mattina con una favola, prima di mettere i piedi in strada. Soprattutto se la favola riguarda un paio di stivali. 
Che ne dite di leggere "Favole alle scarpe"? Una delle mie Favole dell'abbandono, nata in questo caso dal prezioso scatto e suggerimento di Gino P.

Un tramonto

Prendersi l'occasione di trattenere un tramonto.

giovedì 8 gennaio 2026

Riparte la tournée

Concluse le feste, smaltiti i panettoni (forse sì, forse no), esauriti i giorni del cuore, dei giochi, delle tavolate e della famiglia, dal 13 gennaio si torna in scena (e in viaggio) con "Matteotti - Anatomia di un fascismo". Un po' vi aspetto, un po' fate come vi pare.

mercoledì 7 gennaio 2026

Klagenfurt

Cortile interno del Landhaus di Klagenfurt, sede del governo della Carinzia. 430 anni portati discretamente bene.

Le fontane di Klagenfurt am Wörthersee

Curiosità dalle fontane di Klagenfurt am Wörthersee, pur senza acqua ma dotate di immaginazione. 
La fontana del drago, il Lindwurm che infestava la conca di Klagenfurt, oggi animale araldico cittadino. 
La fontana Cantante con le sue bronzee maschere ornamentali che dovrebbero "cantare" al passaggio dell'acqua. 
La fontana con l'Omino del Wörthersee (Wörthersee – Mandl) barbuto e arrabbiato che, secondo la leggenda, avrebbe creato il lago Wörthersee. Come? Allagando con l'acqua della sua botte l'antico villaggio ricco e prosperoso che, disinteressato ai precetti religiosi, organizzò una festa nel giorno del Sabato Santo. A giudicare dal colore vi sono parti che dovrebbero portare fortuna, qualora strofinate. Non potevo far finta di nulla.




Petzen

L'attesa a Petzen colorata di bianco.

martedì 6 gennaio 2026

Colonna della peste

In Alter Platz, a Klagenfurt, ad un passo dalla colonna della peste e della vittoria. Vittoria sulla peste di fine XII secolo, vittoria sugli Ottomani e l'assedio turco del 1683. Anche detta colonna della Trinità.

sabato 3 gennaio 2026

Dalle parti di Klagenfurt am Wörthersee

Dalle parti di Klagenfurt am Wörthersee, cercando di intravedere un anno che è appena iniziato con i piedi ancora sulla sponda.

giovedì 1 gennaio 2026

Benvenuto anno nuovo

Benvenuto anno nuovo. Con il tuo miglior sorriso, con quel fare da burlone, con il cappello del mago, con la fragilità di un bambino (ancora per poco). Sei sempre il solito. Non mi aspetto meraviglie. Ci prenderai per mano e piano piano ci dirai quello che ci devi dire. Ecco, sorridi, ma poi lo so che ti arrabbi. Ho una sola richiesta: fai uscire il coniglio, da quel cappello. Tutto il resto di buono lascialo all'immaginazione. E il cattivo ai libri di storia. 

mercoledì 31 dicembre 2025

Meridiane

Non sarebbe bello se anche per gli anni fosse possibile progettare meridiane? Immaginarne i movimenti, le luci e le ombre. Tracciarne le linee e le curve. I balzi, i salti, i dossi e le buche. Le tante cadute. Non sarebbe straordinario? Si, tu dici, ci sono gli oroscopi per questo... ma chi ci crede? Alle meridiane, invece, come si può non credere? Guarda questa, ad esempio: la famosa meridiana del palazzo del Governatore di Parma. Non è meravigliosa? Non è puro ingegno? Non potrebbe dar forma perfino all'ignoto?

martedì 30 dicembre 2025

Il flauto amaro

Saluto il 2025 con un raccontino, non potevo fare diversamente. Da buon amante di uno strumento musicale "buono" come "il flauto dolce", approfittando dell'idea che mi ha lanciato mia figlia, vi invito a leggere "Il flauto amaro". Perché i tempi sono quello che sono, nella speranza che per il 2026 non serva (ma poi servirà e ahimè lo suoneranno in tanti). 
E che buon anno sia, pieno di dolcezza!

lunedì 29 dicembre 2025

Se ne va

Due bei momenti di questo 2025 che se ne va. 18 dicembre, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, Roma. Concerto dell'Orchestra Multietnica di Arezzo con il collage degli scatti di Roberto Moretti. 13 dicembre. Teatro Comunale Mario Spina, Castiglion Fiorentino. Il ritorno in scena dello spettacolo “In Arte son Chisciottə”.

Teatro del Cerchio

I teatri all'italiana sono architetture splendide. Eppure, sentirsi con i piedi a terra e la testa al cielo, avvertire quel contatto immediato, paritario, tra chi parla e chi ascolta, partecipando alla facilitazione della visione che offre la gradinata, per entrambe le parti, è per me, sempre, percezione di bellezza. Elegante, geometrica, democratica, perfino. Come per la platea del Teatro del Cerchio di Parma: lineare, accogliente, perfetta. 


Torre dell'Orologio

Incamminarsi verso la Torre dell'Orologio, a Faenza. Ricercando quel disegno scomparso del XII secolo, tracciando le linee della ricostruzione del 1947 dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. 
Mentre il piede cammina mi ritrovo a sognare e il cuore (meccanico e simbolico) di una città si concede alla fotografia e all'immaginazione.

domenica 28 dicembre 2025

Il telefono a gettoni

Ti presento un vecchio telefono a gettoni. Ma com'è possibile che sia già oggetto da museo? Quanti anni sono passati dalla mia infanzia? Dalla mia adolescenza, perfino? Quanti miei ricordi, ancora così vivi che se chiudo gli occhi riesco a vederli, sono già materia fumosa per il museo dell'umana propensione all'invenzione, alla scoperta, alla meraviglia e alla sciagura? 
Credo di avere ancora dei gettoni, da qualche parte. Non pensavo certo ad un museo, semplicemente mi sono rimasti in tasca. Ed ora che ti vedo, buon vecchio telefono a gettoni, che voglia avrei di usarli! Chiamare quei numeri che ho ancora in mente perché era la mente, un tempo, l'unico taccuino della giovinezza. E immaginare una conversazione che non ho mai fatto. Solo per ridere di questo sentirmi vecchio, opera acciaccata di un umano museo di ciò che è stato e non potrà più essere.

Pacor a Monfalcone

Un po' per scherzo, un po' per gioco, un po' per la necessità di tenere i piedi in moto, a Monfalcone ho inseguito le opere di Giovanni Pacor, donate alla città nel 2024. Ho trovato "La sposa" e la dedica alla mostra "Giorgio de Chirico. La meccanica del pensiero" presso l'ingresso della Galleria Comunale d'Arte Contemporanea.
Non potevo non fermarmi di fronte a queste forme d'incanto che ricordano l'infanzia, il gioco, il mito, la fiaba, il desiderio, il sogno, il ruolo, il compito, il dovere e il destino. Con gli occhi complici. Con un sorriso. Con l'idea d'aver capito pur precipitando in un linguaggio antico e allo stesso tempo unico e personale.
Che piacere, quando il cammino si fa meraviglia.


Sentirsi transitori

L'occasione di suonare al GAMC (Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea) di Viareggio. Una sala accogliente in cui il suono attraversa non solo muri ma vite, colori, desideri e paradossi della nostra modernità. Appesi alle pareti. Tracciati, denunciati e mai risolti. Ritrovarsi artista insieme a Pablo Picasso (Raccolta "Rimbaud", Rimbaud, litografia), Max Ernst (Raccolta "Rimbaud", Rimbaud, acquaforte), Enrico Baj (Generale, litografia colorata), Francesco Fanelli (Primi fiori, olio su tela), Lorenzo Viani. Le mani sul clarinetto, il corpo scomposto su infinite tele. E sentirsi transitori, una sola cosa col presente, come il suono, l'evento, l'incontro, qui ed ora, irripetibile. Non tela da appendere ma mela da cogliere, mordere, digerire e poi, se ce ne sarà il modo e il tempo, ricordare.






 

sabato 27 dicembre 2025

Caurum Hall

Caurum Hall. Arezzo.

In via d'esaurimento

Scatti da due tra gli ultimi incontri di questo 2025 ormai in via d'esaurimento (non solo l'anno). Con il clarone e con il clarinetto, per non far torto a nessuno. Insieme ai colleghi di note, di storie, di memorie, di furgoni e di scrivanie. 

 

Notte nei borghi

Resto sempre affascinato dalla notte nei borghi. Il vicolo che t'invita, all'improvviso, come afferrandoti per il gomito, facendoti lo sgambetto. La luce fioca di una lampada che abbraccia un mistero di notti, di vite, di passi e di segreti. Un angolo eclettico che solo da un certo punto della strada puoi vedere, come un fantasma. L'idea di un al di là, di un'altra strada, di un'altra luce, di una meraviglia nascosta che chiede di rivelarsi. L'aria rarefatta del tuo respiro mentre cammini o forse voli, non ne hai coscienza.
È il fascino di un numero indefinito di borghi italiani (nelle foto Narni), incastonati in una storia millenaria che ama sussurrare all'orecchio di ogni pellegrino curioso. E quando ne vesto i panni, quasi, non son più io. 



Narni è un presepe

Ebbene, Narni è un presepe. Anche nelle fontane. Nella foto "Il presepe del lago".

venerdì 26 dicembre 2025

Viva Buratto!

La passeggiata notturna di Natale mi porta nel buio umido di notte del Parco Pertini attraversando il "Viva Buratto!", l'opera anamorfica di David Diavù Vecchiato dedicata alla Giostra del Saracino di Arezzo. Inaugurata nel 2022 l'opera mantiene ancora l'irruenza dell'accesso ma sotto, dentro, nell'ombra del sottopasso, il corpo anamorfico è già denso di scritte, righe, tagli, macchie. Non poteva che essere così. D'altronde, in un'opera che parla di vita e di morte, come immaginato da Diavù, il corrompersi è parte dell'opera stessa. 

Narni

Narni. Teatro Comunale Giuseppe Manini. Il piacere di scendere in platea. E di guardare il tutto dall'alto mentre il palco si muove, si trasforma, diventa casa.

giovedì 25 dicembre 2025

Mete improbabili: Luci di Natale

Faccio a tutti i miei auguri così, ma solo se vi va di leggere. D'altronde aver messo su l'AMI - Agenzia Mete Improbabili ha delle responsabilità. Se ne avete voglia, dunque, partite con me in direzione Luci di Natale. Sempre a costo zero, giusto il tempo di leggere.

martedì 23 dicembre 2025

Senza tasche

Non vi è sempre solo teatro, in un teatro. E gli attori non fanno sempre gli attori. Capita anche che un foyer, un bel foyer tra l'altro, prenda vita d'arte e l'attore diventi a sua volta spettatore. Spettatore nel foyer di un teatro in attesa che si aprano le porte del teatro. 
Mi è capitato giusto pochi giorni fa attraversando il foyer del Teatro Comunale Pedrazzoli di Fabbrico (RE). Un foyer da attraversare assolutamente per portarsi in palcoscenico ma uno di quei foyer in cui è anche un gran piacere sostare e non capita spesso. E sostando, alzando gli occhi in aria, eccomi spettatore della mostra “Senza tasche” con le forme oniriche, generatrici di meraviglia, dello scultore bresciano Roberto Ciroli. 
Ne ho scritto due righe sulle mie Pagine Allegre. La mostra è realizzata da NoveTeatro e Comune di Fabbrico e sarà in scena fino al 27 febbraio 2026 (data del mio compleanno, ma questo conta poco). Se passate da Fabbrico andate a teatro! 

lunedì 22 dicembre 2025

Che la mia tempesta

Che la mia tempesta sia o no clemente, vorrei avere la stessa sicurezza della figura di Valentine Hugo (Raccolta "Rimbaud", Rimbaud, 1960), lo stesso cappello, perfino la stessa pipa. E procedere in avanti, a grandi falcate, le mani in tasca.

Ma poi mi trovo diviso, spiazzato, incollegabile. So di dovermi concentrare sulle macchie di colore ma sono macchie ed io vedo lo schizzo, il vuoto, le assenze e le linee scomposte come in un quadro di Juan Mirò (Raccolta "Rimbaud", Rimbaud, 1960).

Le opere qui presenti le trovate al GAMC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio.

domenica 21 dicembre 2025

Cacciucco alla viareggina

Il mare di Toscana in una ricetta: cacciucco alla viareggina. Mix di pesci e crostacei, sugo corposo, profumo di mare. Da mangiare rigorosamente a Viareggio nella sera del solstizio d'inverno quando tra mare e cielo l'unico confine è il buio.

A Viareggio

Stasera appuntamento presso il Palazzo delle Muse, a Viareggio (LU), (ancora) ospiti del Festival Nessiah.

sabato 20 dicembre 2025

Alba a Monfalcone

Alba a Monfalcone (GO). Ma potrebbe essere un dovunque italiano nel periodo di Natale. Un dovunque di stelle non piovute dal cielo.

A Pisa

Stasera appuntamento presso il Teatro S. Andrea, a Pisa, ospiti del Festival Nessiah