Lunedì 26 novembre non sarà un lunedì come tanti, non per me. Dopo circa 20 anni poserò di nuovo i piedi e gli strumenti musicali sul palcoscenico dell'Aula Teatro del Campus del Pionta, l'Università di Arezzo, per chi se ne intende. Il cuore, se vogliamo, e il timbro del suo battito, proprio lì dove venti anni fa il teatro e la musica sbocciavano e si sposavano all'interno della Facoltà di Lettere aretina come fiori colorati su un prato in festa grazie alla passione e all'estro di Laura Caretti. E insieme sbocciavo anch'io.
Se un poco mi tremeranno le mani, dunque, ne sapete il motivo anche perché, detto tra noi, insieme a tanti amici e colleghi di questi ultimi anni appassionanti, a introdurre l'incontro non sarà solo un professore, non solo quasi un fratello, ma proprio un pezzo di quel cuore che batte: Simone Zacchini.
Auguro le stesse emozioni a tutti gli studenti che lunedì, ad Arezzo, saranno insieme a noi per dare inizio ad un nuovo anno accademico, perché quel giorno in cui un seme si pianta nel petto non si sa mai quando arriva. E l'Università, di semi, ne pianta non pochi! Tenetene di conto!
