martedì 13 agosto 2013

I mondiali di ciclismo… in teatro?

Capita di fare cose bizzarre. Sta nel piacere del mestiere dell’arte: confondere il bizzarro con il reale, mescolare suoni e colori in quel grande calderone che ci piace chiamare palcoscenico.
A fine luglio la bizzarria è salita in bicicletta e mi ha condotto nel bel mezzo dell’estate fiorentina. A Firenze si terranno presto i mondiali di ciclismo. Certo non in teatro. Ma… tant’è! Un po’ all’ultimo minuto, e col piacere di non tirarsi indietro di fronte a certe belle sfide, a quelle sudate in salita inseguendo Coppi e/o Bartali, sono salito in bicicletta e mi sono lanciato anch’io in piena volata.
La compagnia era di classe, meritava! Ottimi gli attori (Beatrice Visibelli e Marco Natalucci). Deliziosa la regia (Nicola Zavagli). Attenti i compagni di ruota della Balagan Cafè Orkestar (Eugenio Bacchini, Enrico Zoi, Diego Onorato con la direzione di Enrico Fink). Coinvolgente lo scenario: il Giardino dell’Orticoltura di Firenze.
Trattavasi in pratica di quei magnifici elementi della Compagnia Teatri d’Imbarco, impegnati in una narrazione in tre puntate interamente dedicata alla bicicletta, dalla storia delle due ruote alla storia di chi delle due ruote ha fatto storia. E avevano bisogno di un mano, anzi di un pedale… naturalmente per tirare la volata.
Non ho resistito! L’arietta della sera apriva i polmoni. Ho riscaldato i polpacci e sono scivolato dritto al traguardo pedalando a suon di clarinetto!
Alcuni scatti di quelle serate a raggiera li potete sfogliare nell’album dedicato su Picasa. Nell’attesa dei mondiali di ciclismo, quelli veri.

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