lunedì 12 novembre 2012

Senza memoria

Caro Lettore,
leggi questo da Jovanotti, Il Grande Boh! (Feltrinelli):
«Ho scelto di venire qui a passare un po' di settimane perché avevo tanta voglia di volare. Avevo bisogno di un posto senza memoria, come le camere degli alberghi dove si sta per una notte sola. Spegni la luce e ti rendi conto di non ricordare più che cosa c'è dipinto sul quadro alla parete, e se c'è, un quadro alla parete. Non puoi dire con certezza se per scaricare il cesso c'è il bottone o la catena o se la moquette è tinta unica o fantasia. È bello ogni tanto vivere in un posto dove non hai memoria, in una città che non sai come si chiama il barista sotto casa e che non sai ripercorrere a mente la strada per andare alla stazione. Senza memoria vuol dire senza àncora, senza cordone ombelicale, e io ne avevo bisogno, di un posto così. Penso possa essere un modo per guardarmi un po' dentro, sentire se il mio cervello va d'accordo con il fegato e il pancreas, se esiste un dialogo tra le mie mani e i miei piedi, vedere com'è il mondo senza di me. Accorgermi che la gente continua a fare la spesa, a correre sui marciapiedi senza guardarsi mai, a saltare sulle metropolitane, a comprare il giornale» (p. 85).

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