venerdì 20 aprile 2012

Una storia mica vera


Caro Lettore,
stamani voglio dedicare queste poche righe a due piccioni e a un gatto.
I due piccioni sono quelli nell’immagine, ancora implumi, ancora infreddoliti, ancora solo ciuffi di peluria bionda come barba sul mento arrossato di un erede ubriaco della stirpe dei longobardi - non stare in ansia: a separare i piccoli di piccione posti sul cucuzzolo della Torre di Marciano della Chiana dalla macchina fotografica c’era un bel vetro.
Il gatto, o meglio gattino, è invece quello invisibile ma ben udibile che un (poco) garbato vicino di casa ha deciso di far (soprav)vivere sulla sua terrazza e che ormai da alcuni giorni sonorizza coi suoi miagolii le notti e le mattine e buona parte dei pomeriggi dei suoi umani coinquilini allettati o meno che siano.
Tu mi domandi: che c’entrano i piccioni col gatto?
C’entrano… c’entrano… ed ecco come: con l’augurio che faccio al gattino d’incontrare, appena le piume lo renderanno possibile, i due teneri piccioni e, stretta un’amicizia solidale e duratura, ripagare al vicino dal sonno pesante quel tanto di notti spese al freddo a miagolare in tanto di guano sul terrazzo da raccattare.
Buona fortuna!

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