Terrò del viaggio alcuni brevi ricordi, come istantanee perfette.
La gente mente per le ragioni più disparate.
La speranza scivolò via dagli occhi di Kazu come sabbia che cade silenziosa dentro una clessidra.
I nomi dei chicchi di caffè di solito derivano dal luogo di produzione. Nel caso del Moca, i chicchi crescono in Yemen e in Etiopia, e prendono il nome dal porto yemenita della città di Mokha, dove tradizionalmente venivano imbarcati e immessi sul mercato. I chicchi del Kilimanjaro sono cresciuti in Tanzania. Nagare amava i chicchi dell’Etiopia, e in effetti anche tra i clienti c’era chi apprezzava il loro gusto così particolare, tra l’amaro e l’acido.
Visto che stava sempre insieme ai ragazzini più tranquilli, non si era mai fatto notare, né alle elementari, né alle medie, né al liceo. Anzi, da piccolo era come una scialba carta da parati.
“Va bene, vivrò... Non importa come vanno le cose... Vivrò per mia madre, che non ha mai smesso di desiderare la mia felicità, anche all’ultimo...”
Mentre Miki agitava in aria il foglio, Kyoko chiese, cercando di sbirciare: «Qual è il tuo desiderio, stavolta?». «Vorrei che i piedi di papà smettessero di puzzare», lesse con entusiasmo Miki. Trovandolo terribilmente divertente, Kyoko si lasciò sfuggire un suono simile a una pernacchia. Ridendo anche lei, Miki saltò giù dallo sgabello e andò ad appendere il suo tanzaku all’albero insieme alle altre decorazioni. Era una data insolita per scrivere un tanzaku, normalmente la gente li scriveva il 7 luglio, in occasione di Tanabata, la festa delle stelle innamorate. L’albero era già pieno di altri fogli simili, e i contenuti erano i più disparati.
La gente tende a essere felice quando arriva la primavera, soprattutto dopo un freddo inverno. Ma l’inizio vero e proprio della primavera non è indicato da un momento in particolare. Non c’è un giorno che segna con precisione la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. La primavera si nasconde tra le pieghe dell’inverno. La vediamo emergere con i nostri occhi, la nostra pelle e tutti gli altri sensi. La troviamo nei fiori che sbocciano, nella brezza dolce e nel calore del sole. Esiste accanto all’inverno.
Certe volte la gente si confida solo con le persone care, ma altre volte ha bisogno di perfetti estranei per sentirsi a suo agio.
«Ehi, guardate!» urlò Miki. Si inchinò a raccogliere qualcosa da terra. Tra il pollice e l’indice stringeva un petalo di ciliegio. Doveva essere caduto dalla testa o dalle spalle di qualcuno. Cogliere un petalo di ciliegio è un modo come un altro per notare l’arrivo della primavera. Miki sollevò il petalo tra le dita. «La primavera è arrivata!» esclamò, e Kazu le fece un sorriso dolce.
Le stagioni scorrono in un ciclo continuo. Anche la vita attraversa inverni difficili. Ma, dopo ogni inverno, torna sempre la primavera. Qui era appena arrivata.
