mercoledì 16 settembre 2026

Dov'è la testa?

La mia fatica più grande, una volta chiuso il sipario sul Palio di Isola Dovarese, è riportare a casa la testa. Carico il corpo in auto, saluto, abbraccio, rimando a prossime splendide occasioni d'incontro e parto. E l'auto va, rotola per 300 chilometri e si ferma davanti a casa. E le braccia scaricano le valigie e preparano le lavatrici. E ciò che torna pulito è pronto per un nuovo viaggio. Ma la testa no. 
Non basta lavarla: non c'è proprio. 
Dov'è la testa? Perché non c'è? La cerco, la chiamo. Niente: sparita.
"So io dove trovarla" dice il cuore. E se avessi la testa lo saprei, me ne ricorderei. Ma non ce l'ho.
"Vai a prenderla!"
Passa un giorno. Ne passano due, a volte tre o perfino sei, e il cuore me la riporta. Non potrebbe riuscirci nessun altro. Rifare la strada più e più volte. 300 più 300 più 300 più... chilometri, nel tempo di un sorriso.
Come la convince? Non l'ho mai saputo. Non ho la testa, l'ho detto. Lui dice che prima la testa lo spinge a ripercorrere tutti i giorni del Palio, a rivedere ogni viso, ogni amica/o, a ripensare ad ogni scelta. Con decine di grazie.
Decine. Centinaia. 300 + 300 + 300...
Poi tira in ballo la birra, il salame cremonese, i tavoli di legno, la paglia, il fuoco, i fuochi, i colori, le notti, certe notti, e via e via.
Poi si commuove. Non vorrebbe più tornare, nemmeno lui. 
Infine il tempo fa quello che deve fare ed è la testa, a questo punto, a chiedere al cuore di riportarla a casa. Perché nella testa tengo l'agenda e ogni tanto anche la testa la legge e si spaventa. E lo spavento è un motore che fa fare 300 chilometri in uno sbuffo. Un po' come fa l'emozione col cuore.
Ecco. Sono passati quasi due giorni e la testa ancora non c'è. Domani partirà per Isola il cuore. Speriamo bene.