Un viaggio in Sicilia, anzi a Catania, è sempre un piacere se ad accompagnarti è Cristina Cassar Scalia. Un ricordo e una memoria contro il malumore perché con Vanina di certo ho qualcosa in comune. Da "Il Re del gelato" (Einaudi):
In dieci minuti Vanina si ritrovò sotto i denti, nell’ordine, un pezzo di caciocavallo ragusano semistagionato, un assaggio di burrata arrivata quel giorno da un fornitore pugliese, un prosciutto di Parma da standing ovation. Per trarsi dall’impaccio della decisione, comprò un po’ di tutto. Compreso del latte fresco speciale di Ragusa che Stella, la sorella di Sebastiano, le aveva consigliato. Arrivò a Santo Stefano carica di sacchetti che pareva dovesse sfamare una famiglia di dieci persone, allegra come fosse reduce da un film di Totò. Mezz’ora in quella Putía – cosí la chiamavano – e il malumore era andato a farsi benedire.
In dieci minuti Vanina si ritrovò sotto i denti, nell’ordine, un pezzo di caciocavallo ragusano semistagionato, un assaggio di burrata arrivata quel giorno da un fornitore pugliese, un prosciutto di Parma da standing ovation. Per trarsi dall’impaccio della decisione, comprò un po’ di tutto. Compreso del latte fresco speciale di Ragusa che Stella, la sorella di Sebastiano, le aveva consigliato. Arrivò a Santo Stefano carica di sacchetti che pareva dovesse sfamare una famiglia di dieci persone, allegra come fosse reduce da un film di Totò. Mezz’ora in quella Putía – cosí la chiamavano – e il malumore era andato a farsi benedire.
