Resto sempre affascinato dalla notte nei borghi. Il vicolo che t'invita, all'improvviso, come afferrandoti per il gomito, facendoti lo sgambetto. La luce fioca di una lampada che abbraccia un mistero di notti, di vite, di passi e di segreti. Un angolo eclettico che solo da un certo punto della strada puoi vedere, come un fantasma. L'idea di un al di là, di un'altra strada, di un'altra luce, di una meraviglia nascosta che chiede di rivelarsi. L'aria rarefatta del tuo respiro mentre cammini o forse voli, non ne hai coscienza.
È il fascino di un numero indefinito di borghi italiani (nelle foto Narni), incastonati in una storia millenaria che ama sussurrare all'orecchio di ogni pellegrino curioso. E quando ne vesto i panni, quasi, non son più io.


