In Italia è ormai quasi tempo di vendemmia ed io, pur non avendo - oso dire con gran rammarico - domeniche da spendere tra le vigne, filari da setacciare, uva da spremere e da spilluzzicare e bottiglie da ben chiudere, un consiglio posso darlo. Il consiglio di un libro da leggere e di un viaggio (anzi venti) da fare, con gli occhi, la mente e le papille gustative, nell’Italia del vino.
Cercate “La vita nel racconto della vite” edito da Bimed (2025). Vi troverete le venti regioni del vino italiane e altrettanti vitigni in venti splendidi racconti ispirati al forte legame che da sempre unisce il vino a chi lo produce, a chi lo beve, a chi vi vive intorno… un po’ a tutti insomma. I racconti sono stati realizzati dagli studenti italiani di Istituti Alberghieri, Agrari e di Scuole che contengono uno specifico indirizzo enologico, oltre ad un Liceo Scientifico. Un lavoro complesso e affascinante, che ha seguito il principio della scrittura di gruppo cara a Bimed, e che dimostra il valore della nostra scuola, dei nostri docenti e di chi oggi si appresta a mettere un piede nel presente con gli occhi nel futuro. Qualcosa che sembra non appartenere più alla mia generazione così stranamente proiettata ad un passato che sembrava lontano e già vinto.
A pag. 189 troverete la Toscana con il racconto “Le stagioni di Montepepe” a cura dell’I.I.S. “Don Lazzari - Stagi” di Pietrasanta (LU), classe IV agrario, scritto da Matteo Bragazzi. È un racconto a cui ho l’onore d’aver dato l’avvio con l’incipit e che ho seguito nella sue tanti fasi con la curiosità del lettore grazie anche ai docenti Luca Franchi e Giovanni Guidi. Iniziate da qui e poi fate tutto il giro!
La pubblicazione contiene uno storytelling condiviso sulla grandiosità del lavoro che vi è dietro una bottiglia di buon vino… Le storie degli uomini, delle terre, delle piante, della diversità che enuclea in un prodotto che è di più perché vi è dentro il passato dinamico in grado di proiettare il territorio verso il divenire.