giovedì 7 febbraio 2013

In attesa di domani

Lucignano (Arezzo). Ore 16. Poche luci. Alcune sedie. Vecchie valigie. Il palcoscenico del Teatro Rosini.
In attesa del resto della compagnia ho fatto un giro da solo sul "Tacito per Roma" che debutterà domani. Spettatori silenti un centinaio di sedie rosse di platea, due piantane, il mio zaino, il mio giubbotto (ancora infreddolito). E tutti i fantasmi della mia memoria.
Un poco vibro. Un poco risuono. Non so, devono essere queste vecchie valigie distese come in attesa di un dottore, dottore particolare, del vissuto e delle cuciture che fa la storia, a trasformarmi in diapason. Forse per averle impresse nella mia infanzia, e averci giocato con ingenuità e incoscienza. Forse per averle recuperate in questa rivincita sul destino apatico che già, importunandole, le aveva chieste in spose.
Riposo, adesso, attendendo e benedicendo i piccoli alimentari di città formato paese che sopravvivono all'ipercultura e penso ai tanti amici che domani riempiranno questo teatro in Valdichiana…
Toh… penso agli amici e arrivano! Insieme a loro Ivo, il fonico. Scarico, montaggio e “Tacito per Roma” mette in moto davvero le sue turbine. È tempo di crederci: non è stato un sogno.

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