lunedì 3 dicembre 2012

A proposito d’informatizzazione


Caro Lettore,
questa m’è capitata sabato. Hai presente l’informatizzazione? Quella strana faccenda che dovrebbe facilitare le pratiche amministrative ed eliminare costi e burocrazia? Quanto più urgente tanto più necessaria in un periodo di dissanguamento economico come quello che stiamo vivendo? Pare che in Italia non funzioni così.
Hai bisogno di accedere al centro storico di una città storica con l’automobile (nei mestieri dell’arte capita spesso)? Niente di più semplice e obbligato che recarsi dai vigili urbani per farsi rilasciare un permesso.
Orbene: qualche anno fa, prima dell’avvento dell’informatizzazione, sarebbe stato sufficiente, i vigili ti avrebbero rilasciato il permesso e saresti entrato in centro storico per le tue commissioni. Costo dell’operazione forse un ticket (ma non in tutti i Comuni); costo cronometrico (ovvero tempo speso) la visita all’ufficio della polizia municipale; costo ambientale della pratica un foglio di carta oltre all’immissione nell’aria di quella dose d’idrocarburi necessaria a farti raggiungere e abbandonare il centro storico con l’automobile.
Oggi, con l’informatizzazione, potrebbe già essere possibile eliminare interamente le spese (con relativi costi d’inquinamento e smaltimento) per la carta e l’inchiostro: se sei dotato di connessione internet (come molti) il vigile potrebbe già inviarti l’autorizzazione tramite posta elettronica (certificata, se vogliamo) facendo questa fede per eventuali controlli. Ma è solo una delle possibili soluzioni. Costo dell’operazione forse un ticket; costo cronometrico la visita all’ufficio della polizia municipale (eliminabile con l'accesso alle pratiche d'ufficio dalla rete); costo ambientale la minima quanto necessaria immissione nell’aria d’idrocarburi.
Sabato, invece, ormai alla fine dell’anno 2012, dovendo necessariamente entrare in un centro storico con l’automobile m’è capitato questo: visita dal vigile che rilascia un permesso che non viene tuttavia consegnato immediatamente al richiedente ma deve essere stampato da un tabacchino dotato dell’apposito strumento, quindi visita dal tabacchino che non è accanto all’ufficio della polizia municipale e che stampa il permesso in un foglio di carta al costo di ben 4 euro.
Costo dell’operazione: il tempo del vigile, il tempo del tabacchino, il tempo mio per la ricerca di parcheggio per ognuna delle due soste obbligate, un ticket salatissimo (e come potrebbe essere altrimenti con tutto questo dispiego di forze?); costo cronometrico minuti spesi per recarsi all’ufficio della polizia municipale, minuti spesi per cercare il tabacchino; costo ambientale della pratica il solito foglio di carta, inchiostro e l’incremento esponenziale dell’inquinamento da idrocarburi in città già sature.
E sarebbe questo un uso intelligente dell’informatizzazione delle pratiche amministrative? Meglio la macchina da scrivere: costava meno, inquinava poco e si faceva prima!
Confido che esistano Comuni più virtuosi… ma si capisce da dove prendano avvio certi dissesti…

P.S.
Vorrei considerare alla stregua d’inquinanti nocivi anche quei corpuscoli di rabbia invasivi delle sinapsi neuronali umane che si manifestano in determinati momenti di stress nervoso quali quello appena descritto… e che senza un buon calmante in forma ironica conducono ad azioni barbare e incivili… con un uso intelligente dell’informatizzazione amministrativa si potrebbe far molto anche per il loro abbattimento… ad uso, consumo e benessere dell’intera comunità.

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