Caro Lettore,
ieri L’Albero dell’Amicizia ha fatto il suo primo salto tra il pubblico ed io ne sento ancora le vibrazioni e i sorrisi. Era la Festa dell’Arno e ti ho visto aggirarti tra barca e canneto finché sei arrivato in mezzo a noi, i tuoi figli tenuti per le mani, e hai ballato e cantato come quando anche tu eri bambino. Grazie! Grazie per non aver lasciato i tuo figli da soli in questo gioco che era “nuovo” nel racconto ma voleva essere “antico” nei modi relazionali e nelle forme di comunione e di condivisione di spazio e sentimenti fra esseri umani. Io con i miei compagni d’avventura, Giorgio Pinai e Massimiliano Dragoni, speriamo d’essere riusciti a trasmettere un po’ di questa nostra piccola ambizione e ti siamo grati per il tuo piacere nel farti coinvolgere. Come siamo grati a quella bambina, e ai suoi nonni gentili, che ci hanno raccontato di quell’albero del loro giardino, un pino maestoso, che è in grado di curare tutti i mali solo poggiandovi la schiena contro. Un albero stupefacente, «Il mio “vero” albero dell’amicizia», come ci ha narrato la nostra spettatrice. Verremo a curarci non appena ne avremo bisogno sicuramente anche solo col ricordo di questa condivisione. È una promessa!
ieri L’Albero dell’Amicizia ha fatto il suo primo salto tra il pubblico ed io ne sento ancora le vibrazioni e i sorrisi. Era la Festa dell’Arno e ti ho visto aggirarti tra barca e canneto finché sei arrivato in mezzo a noi, i tuoi figli tenuti per le mani, e hai ballato e cantato come quando anche tu eri bambino. Grazie! Grazie per non aver lasciato i tuo figli da soli in questo gioco che era “nuovo” nel racconto ma voleva essere “antico” nei modi relazionali e nelle forme di comunione e di condivisione di spazio e sentimenti fra esseri umani. Io con i miei compagni d’avventura, Giorgio Pinai e Massimiliano Dragoni, speriamo d’essere riusciti a trasmettere un po’ di questa nostra piccola ambizione e ti siamo grati per il tuo piacere nel farti coinvolgere. Come siamo grati a quella bambina, e ai suoi nonni gentili, che ci hanno raccontato di quell’albero del loro giardino, un pino maestoso, che è in grado di curare tutti i mali solo poggiandovi la schiena contro. Un albero stupefacente, «Il mio “vero” albero dell’amicizia», come ci ha narrato la nostra spettatrice. Verremo a curarci non appena ne avremo bisogno sicuramente anche solo col ricordo di questa condivisione. È una promessa!

